Una giostra di colori

Una giostra di colori

Colori, musica, canzoni e luminarie nella rappresentazione di Eden Teatro di Raffaele Viviani firmata da Alfredo Arias, per il Teatro San Ferdinando di Napoli. Il regista franco-argentino, che con Circo equestre Sgueglia sembrava aver dato una nuova visione dell’opera del grande drammaturgo stabiese, non ripete l’operazione con questo spettacolo.

Nella messinscena, prodotta dallo Stabile partenopeo, Arias dà al testo di Viviani una veste giocosa e gioiosa: la miseria e lo squallore dei personaggi che sfilano sulle tavole del Teatro Eden, sono espressi solo all’inizio dal coro di artisti, prostitute, travestiti dell’epoca.

Ed è proprio la chiave en travesti che Arias predilige, raddoppiando, tra l’altro, la parte di Tina Sirena e affidandola a Ivano Schiavi e Gennaro Di Biase che diventano Las Tinas Sirenas, agli altri personaggi fino a Mariano Rigillo, prima nel ruolo del direttore Tatangelo, e poi, molto sopra le righe, in quello celebre della Zuccona, prepotente e significativo nell’originale.

Una scena (foto Marco Ghidelli)

Una giostra di personaggi, le rivalità artistiche di debuttanti e ballerine, la situazione dell’arte teatrale, da sempre caratterizzata da produttori senza scrupoli, maldicenze e miserabili approfittatori, diventano grotteschi numeri di basso varietà, che poco rispecchiano le intenzioni e le dolorose e fragili figure create dell’autore per il suo music-hall. E il regista osa anche inserire una parentesi dedicata al calcio, pensando all’altro argentino che a Napoli è diventato un mito: Diego Armando Maradona.

Nei costumi di Maurizio Millenotti e sulle scene di Chloe Obolensky, si muovono (alcuni in doppi ruoli) Mariano Rigillo, Gaia Aprea, Gennaro Di Biase, Mauro Gioia, Gianluca Musiu, Anna Teresa Rossini, Ivano Schiavi, Paolo Serra, Enzo Turrin. Le musiche sono eseguite dal vivo da Giuseppe Burgarella (alle tastiere), Pietro Bentivenga (alla fisarmonica), Erasmo Petringa (al violoncello) sugli arrangiamenti musicali di Pasquale Catalano.

In scena fino all’11 marzo 2018.

 

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