Uno scugnizzo poliziotto

Uno scugnizzo poliziotto

Danilo Rovani, Armando Iodice, Arduino Speranza

Danilo Rovani, Armando Iodice, Arduino Speranza

Uno scugnizzo poliziotto e una schiera di criminali goffi e maldestri. Sono i protagonisti di Napulione, il nuovo serial poliziesco comico ambientato a Napoli. Ideato da Alessandro Derviso (regista) e Danilo Rovani (interprete), guarda ai gialli televisivi degli Anni Ottanta con un’occhio alla commedia. La sigla di testa “Napulione” è di Fabrizio Fedele

Esposito Napoleone, detto Napulione è un giovane ispettore di polizia proveniente dai quartieri malfamati della periferia. Conserva infatti quegli atteggiamenti acquisiti per strada durante la sua infanzia e ne fa un’arma contro il crimine. Un nuovo modello di eroe partenopeo che si contrappone alla figura del criminale, che invece viene rappresentato come una figura ridicola. Anche quando si tratta di spietati assassini, il poliziotto Esposito non lesina sarcasmo e ironia. Nel cast anche Armando Iodice e Cinzia Cordella, il magistrato Russo, interpretata da Sophia Rubino, Antonio Buonomo interpreta lo zio di Napulione, ex delinquente.

Il primo episodio è stato preceduto da una puntata pilota, “Operazione Fuffy”, che ha partecipato a numerosi festival e ottenuto numerosi riconoscimenti: Premio “Cultural Classic” 2014, Premio “Artelesia filmfestival” 2014, Premio “Campi flegrei webfestival ” 2014, menzione speciale “Los Angeles indipendent film festival”. In concorso a : “New york international television e film”, “Texas Austin festival” in concorso “Geneva International Film Festival / Festival Tous Ecrans” official selection.

 

“La storia si sviluppa in due direzioni, – spiegano gli autori – da una parte la commedia e la comicità napoletana e dall’altra l’azione tipica dei polizieschi con arresti, appostamenti, ma la colonna portante resta la voglia di raccontare l’altra Napoli, quella che i media non raccontano mai, fatta di meravigliosi luoghi, gente straordinaria, donne bellissime (il nostro eroe è un romantico donnaiolo) e di quella napoletanità positiva che ci ha resi famosi nel mondo”.

 

 

 

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