Venezia: il trionfo di Sokurov

Il Leone d’oro è stato da subito ipotecato dal ‘Faust’ di Sokurov. Si è imposto con una forza straordinaria tale che poi nessun altro film, sebbene bellissimo, è riuscito a levargli il Leone d’oro, che gli abbiamo assegnato all’unanimità”. E’ con queste parole che il regista napoletano Mario Martone, in questo caso nelle vesti di giurato, ha voluto forse giustificare l’esclusione dalla premiazione di film come Carnage di Roman Polanski o le Idi di Marzo di e con George Clooney, entrambi tornati a casa a mani vuote nonostante il tripudio di critica e pubblico. Stando all’opinione delle “male lingue”, il capolavoro di Polanski (difficile definirlo diversamente) sarebbe stato snobbato a causa della presenza, in giuria, di un certo numero di americani (tra cui lo stesso presidente, il regista Darren Aronofsky) che malvolentieri avrebbero accettato l’assegnazione del Leone d’oro al regista, date le vicende giudiziarie di cui recentemente è stato protagonista. Così, a dispetto di ogni pronostico, a trionfare nella 68esima edizione della mostra d’arte cinematografica più importante d’Italia è stato il monumentale Faust di Sokurov. E di sicuro ne saranno maggiormente contenti i cinefili più esigenti.

Anche l’Italia e soprattutto Rai Cinema, in quanto produttore e distributore,  possono ritenersi soddisfatte: Emanuele Crialese, con il suo film sull’immigrazione, dal titolo Terraferma, si è guadagnato il Premio Speciale della giuria. Non sono mancati, inoltre, i riconoscimenti nei confronti del cinema per così dire “orientale”: a Cai Shangjun con il film Ren shan ren hai va il Leone d’argento per la miglior regia, mentre a Deanie Yip per Tao Jie (A Simple Life) viene assegnata la Coppa Volpi per la migliore attrice. Infine, il premio per il miglior attore viene conquistato da Michael Fassbender per la sua ottima interpretazione in Shame di Steve McQueen. 

Chiara Ricci

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