Washington e Avitabile, magia al Noisy

Washington e Avitabile, magia al Noisy

Ha suonato con Wayne Shorter, Kendrick Lamar, John Legend e Thundercat, Snoop Dogg, Florence and the Machine, Lauryn Hill e con l’orchestra di Gerald Wilson e Raphael Saadiq. Ha il merito di aver guadagnato nuovi proseliti al jazz contaminandolo di black music, funky, afrobeat ed elettro-funky, rendendo la sua musica contemporanea e al tempo stesso splendidamente vintage: parliamo di Kamasi Washington che ha tenuto un grande e ispirato concerto al Noisy Naples Festival all’ Arena Flegrea partenopea. Solo quattro le tappe italiane del tour europeo del sassofonista e compositore californiano (Napoli, Gorizia, Milano e Umbria Jazz) prima della tournée americana, il prossimo mese di agosto, che lo vedrà al fianco di Herbie Hancock al quale molti lo paragonano per bravura e carisma.

Al pubblico del Noisy ha presentato brani tratti da “Heaven & Earth”, il suo album uscito lo scorso giugno, colonna sonora del cortometraggio “As Told To G/D Thyself”, diretto dal collettivo di cineasti The Ummah Chroma, presentato al Sundance Film Festival 2019. Entra sulle note di James Brown il giovane e brillante jazzista che si avvale un super combo e di una band di ottimi “amazing musicians” (straordinari musicisti), come lui stesso li definisce: Thundercat, al basso, suo fratello Ronald Bruner, Jr., Terrace Martin, Cameron Graves, Sonnet Simmons, Brandon Coleman, tastiere e vocoder, “dad”, suo padre Rickey, al flauto e sax soprano, Patrice Quinn, voce e danza, il contrabbassista Miles Mosley, davvero straordinario, Robert Miller e Tony Austin, batterie. Il primo brano, “Journey”, è un grande pezzo cucito su incastri armonici differenti, “come tutti noi che siamo differenti ma uniti dallo stesso linguaggio, dall’amore”, come spiega Kamasi maestro di contaminazione e fratellanza – un brano di ottimo vocal jazz che dà spazio alla calda e duttile voce di Patrice Quinn.

Strepitoso il suo combo che intona “Fists Of Fury”, con un grande pianismo di Graves con echi di rumba, l’evocativa armonia di “The Space Travelers Lullaby”, “Street Fighter Mas”, con il sapiente basso di Mosley. Grande gioco di squadra dell’ensemble che regala lunghe emozioni con “Songs For The Fallen”, “The invincible youth”, con dissonanze irresistibili, il be bop di “Street Fighter Mas”, lo swing old style di “Show Us The Way”. “The Space Travelers Lullaby”, di memoria coltraniana, è una bella pagina di jazz sinfonico. Dalla latin-bossa alla fusion all’indie-pop, i ritmi e il calore della musica di Washington travolgono il pubblico partecipe che gli tributa la standing ovation, per replicare quando sale sul palco Enzo Avitabile.

Kamasi sottolinea il grande onore di suonare con Enzo che, a sua volta, canta un brano in greco antico come omaggio all’amico americano, da parte della musica mediterranea e napoletana. E tutti si alzano in piedi per ballare, per tenere “e mani ‘ncopp’ ‘o groove”, perché nella musica di Avitabile e Kamasi si va oltre le magnifiche note, si abbraccia il mondo.

 

 

(La foto è di Pietro Previti)

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