Zakharova, emozioni in punta di piedi

Zakharova, emozioni in punta di piedi

Un momento del balletto

Un momento del balletto

Ben sette repliche per il balletto per eccellenza, Giselle, interpretato da Svetlana Zakharova, étoile del Bol’šoj di Mosca e della Scala di Milano. La stella ucraina torna a danzare al Teatro di San Carlo di Napoli accanto a Ruslan Skvorcov, primo ballerino del Bol’šoj, nel balletto “romantico” per eccellenza, (dopo l’ultimo allestimento in chiave contemporanea del 2010 con le coreografie di Mats Ek) nella sua veste più classica: le coreografie sono, infatti, di Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa, qui nella versione di Ljudmila Semenjaka. Sul podio impeccabile il veterano Alexej Baklan. Nel ruolo dei protagonisti Svetlana Zakharova e Ruslan Skvorcov si sono alternati ad Anbeta Toromani ed Alessandro Macario. Terza coppia in scena quella formata da Yolanda Correa e Yoel Careño, al loro debutto sancarliano. Giselle, su musiche di Adolphe Adam, si avvale delle incantevoli scene di Raffaele Del Savio, il disegno luci di Carlo Netti e i bei costumi di Mario Giorsi e Giusi Giustino. Nel primo atto si respira una festosa atmosfera da villaggio. Il secondo atto (l’Atto Bianco), trasporta gli spettatori in una magica foresta illuminata dal chiarore lunare; abitano il bosco le Willi, spiriti vendicativi di giovani promesse spose che morirono prima di giungere alle nozze. Il capolavoro di Adolphe Adam è uno dei balletti più amati e rappresentati della storia della danza classica che fonde struggente amore, tradimento e redenzione per una storia romantica e drammatica senza tempo. La contadinella Giselle e il principe Albrecht sono due ruoli paradigmatici del repertorio classico. Un contrasto acceso tra il mondo degli umani e quello degli spiriti detta coreografie nelle quali varia il registro tecnico ed espressivo per mostrare tutta la gamma delle emozioni, dalla spensieratezza all’innamoramento fino alla disperazione e alla morte. Ottima prova del corpo di ballo e notevoli Hilarion, la Principessa Bathilde, Myrtha, regina delle Willi, la madre di Giselle, il maitre de Ballet Lienz Chang. Volutamente classiche le scene, con le piante del bosco e la straziante tomba di Giselle, e i costumi che amplificano le emozioni. Dal ’72 John Field, allora direttore del Teatro alla Scala, introdusse nel primo atto il celebre pas de deux che consacra ad ogni replica una giovane coppia alla fama, così come la versione moderna di Mats Ek che cala la vicenda nell’epoca contemporanea. Sempre nuova linfa per una storia immortale, che ritorna nella versione Coralli-Perrot e nella rivisitazione coinvolgente di Ljudmila Semenjaka.

Zakharova e Skvorcov sono stati a lungo applauditi con tifo da stadio dai giovani ballerini e amanti dell’arte tersicorea, così come Yolanda Correa e Joel Carreño, entrambi primi ballerini del Norwegian National Ballet, e le due stelle del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo, Anbeta Toromani e Alessandro Macario. Nella replica di sabato, ancora sold out, Sergei Polunin, stella del Royal Ballet, sostituisce l’infortunato Ruslan Skvorcov nel ruolo di Albrecht. Venticinquenne di origini ucraine, Sergei Polunin dopo un passato al Royal Ballet, è il primo ballerino allo Stanislavsky Music Theatre di Mosca ed è considerato, per tecnica e carisma, l’erede di Rudolf Nureyev.

Se la vita non ha scopo senza amore, magistrale, ineffabile è l’interpretazione della Zakharova che afferma di danzare sempre in modo che non si legga la fatica ma come se fosse la cosa più naturale del mondo. La sua interpretazione, dopo sei versioni diverse del balletto e migliaia di repliche sin da quando aveva diciassette anni, commuove, esalta e coinvolge il pubblico che ripaga la sua intensità e bravura con scroscianti applausi.

Per chi l’avesse persa la Zakharova tornerà al San Carlo con Giselle anche quest’estate (sabato 1 e domenica 2 agosto) in occasione della nuova edizione del San Carlo Opera Festival. Davvero imperdibile.

 

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