Nyman: geniale mente distratta

Maresa Galli

Il poliedrico Michael Nyman

Un concerto-visione magnifico quello di Michael Nyman al teatro Bellini di Napoli. Piano Solo affascina il pubblico che ama la musica minimalista, la raffinatezza delle colonne sonore dei bei film hollywoodiani, il tocco di classe del compositore inglese che attraversa gli anni con progetti sempre più “diari visivi” di una mente geniale e poliedrica. Il musicista sottolinea, con le sue più intense e suggestive composizioni, l’emozione delle immagini che ha catturato con una telecamera mai invadente capace di prendere l’anima. Nyman ha composto opere, colonne sonore, concerti per quartetti d’archi e orchestre; è autore, musicista, direttore d’orchestra, pianista, autore, musicologo, fotografo, regista instancabile sempre desideroso di sperimentare e collaborare con ensemble e musicisti interessanti.

Al pubblico presenta una summa dei filmati, quarantacinque, girati in quindici anni di riprese realistiche e ad un tempo surreali. “Berlin Lobbysts” è uno spaccato di vita annoiata della middle class, ricostruibile da sguardi, posture, atteggiamenti colti dall’occhio d’artista; “Slow Walkers” è un film che rattrista e commuove e giunge al cuore di tutti. Anziani che si trascinano con bastoni, anziani soli, barboni, persone affette da difficoltà di deambulazione sono la vecchiaia lenta che stride con la velocità fagocitante del tempo moderno che vuole tutti scattanti, ipercinetici, sempre attivi. La melodia è briosa, mai cupa, più solare per chi reca in sé il segreto della vita. Assolutamente poetica l’immagine di due locomotive che si sfiorano, distaccano, ritrovano nel filmato “Love Train” dove la musica di Nyman racconta, come nessun altro, la magia racchiusa nelle piccole cose. E la sua vita a Città del Messico (ama le città vitali, rumorose) racconta frammenti di “Privado”, momenti di vita ad un tempo frenetici e insieme eterni, il gioco della “Morra” con i suoi genuini protagonisti.

Il compositore preferito da Peter Greenaway, l’autore della colonna sonora di “Lezioni di piano” e altre perle cinematografiche dedica un’ampia visione ai miti della Settima Arte con la sua “A history of cinema, part 67”, con la passeggiata sul mare dedicata alle icone passate e presenti. “A propos de Nice” è il film degli anni ’30 di Jean Vigo, che si avvale della collaborazione del fotografo Boris Kauffman, dove il mitico regista francese racconta “la bianca città degli ozi e dell’evasione”, con i suoi giochi e il suo carnevale, con il suo senso di ineluttabilità della morte. Altri filmati mostrano la vita contemporanea per stigmatizzarne il voyeurismo, l’oscenità del troppo svelato di baudrillardiana memoria, con l’incanto di musiche tratte da “Wonderland”, “Gattaca”, “The Piano”, “The Diary of Anna Frank”. Ripetuti bis e ovazioni all’evento del Bellini dove Nyman sfodera la classe del gentleman inglese e concede autografi ai fan che si accalcano nel foyer per testimoniargli come, con la sua musica, continui a dispensare perle di saggezza ed emozioni che riemergono dall’inconscio.

 

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