Omaggio a Mario Persico

Anita B.Monti

Sarà inaugurata giovedì 8 dicembre 2022 (dalle ore 10 alle 13) nel complesso museale della Real Casina Vanvitelliana al Fusaro a Bacoli, la mostra antologica Mario Persico – Opere 1955-2022 . In esposizione oltre trenta opere, diversi documenti stampati e filmati, che racconteranno il percorso artistico del Maestro.

Al vernissage interverranno le autorità locali, il poeta e saggista Mimmo Grasso e lo storico dell’Arte Dario Giugliano, autori in catalogo di un contributo poetico e di un saggio dedicato all’opera del grande Maestro recentemente scomparso. Modereranno i curatori della mostra, Antonio Ciraci ed Antonio Raucci.

Dopo gli inizi dada e surrealisti, Mario Persico, artista napoletano recentemente scomparso, esposto in tutto il mondo, ha percorso un lungo e variegato viaggio nella sua ispirazione, aderendo a vari movimenti, che rispondevano alla sua visione della vita e dell’evoluzione artistica.

Pittore, scultore, pensatore, amante del teatro, fu seguace della patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie, creata dal drammaturgo francese Alfred Jarry a fine ‘800, e negli anni ’50 fu uno dei firmatari del manifesto dell’Arte Nucleare di Enrico Bay, un movimento che si contrapponeva al Neorealismo. Alla fine degli anni ’50 partecipò alla formazione del “Gruppo 58” insieme ad altri artisti. Nel 1970 venne organizzata a Stuttgart la sua prima mostra antologica. Nel 1963, realizzò le prime opere “praticabili”, gli “Scacchieri”, le tattili, opere-oggetto, modificabili in diverse combinazioni, con una pluralità di significati, che sottolineano l’indeterminazione tra creazione artistica e intervento dell’osservatore.

In mostra al Museo Madre di Napoli

Nel 1972 presentò la seconda opera antologica “Dalle figure metamorfiche alle gru erotogaie” presso la galleria “L’uomo e l’arte” a Milano.
Dopo l’esperienza fatta nel 1973 con Edoardo Sanguineti, Persico cominciò a pensare al teatro come libertà terapeutica, rigenerazione di forze psichiche; come ciò che consente l’alea, che trasfigura l’esperienza vissuta, riverberando “nella finzione” lo stato d’identità delle cose. Il suo teatro tace al suono dello Stabat mater di Antonin Dvorak e al verbo dello stesso artista e di sua figlia Ivana, recitante con Antonio Casagrande e Pina Cutolo.

Ultimo ambito a lui caro è stato quello dell’erotismo: con le sue opere, sfida sia l’ineffabilità e la profondità insondabile dell’erotismo che l’intimità dei sessi.

Considerato intransigente, fu simbolo della mostra organizzata nel 2012 al Museo Madre di Napoli, il suo “rifiuto”, quel grande NO rosso fuoco, che apriva l’esposizione.

 

 

INFO

La mostra sarà visitabile fino al 5 febbraio 2023, ogni venerdì e sabato, dalle ore 17 alle 20:30, e le domeniche e festivi, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20:30.

 

 

 

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