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OneRepublic a Rock in Rome

Renato Aiello

L’Ippodromo delle Capannelle a Roma ha ospitato il 12 luglio 2026 l’unica data centro-meridionale italiana del tour europeo degli OneRepublic. La band statunitense, ormai prossima a celebrare i 20 anni dall’uscita del suo album di debutto Dreaming Out Loud, ha scelto la cornice di Rock in Rome per salutare il pubblico italiano.

Dopo le prime 2 esibizioni nel Nord Italia, ad Asti e Bassano del Grappa, la formazione guidata dal frontman Ryan Tedder ha regalato alla Capitale una serata di straordinaria intensità artistica. L’evento ha richiamato migliaia di appassionati da ogni angolo della Penisola, confermando il solido legame tra il gruppo americano e il pubblico del nostro Paese.

UN INIZIO TRAVOLGENTE TRA NUOVE HIT E CLASSICI RECENTI

L’apertura dello show ha subito chiarito l’impronta dinamica della serata. La band ha inaugurato la scaletta con Runaway, singolo del 2023 che ha trasmesso una scarica di adrenalina immediata a tutta la platea.

Senza concedere pause, gli OneRepublic hanno agganciato Feel Again, un brano estratto da quell’opera d’arte discografica che risponde al nome di Native. La sequenza iniziale ha dimostrato la capacità di Tedder di gestire la dinamica del palco, bilanciando sonorità moderne e strutture pop-rock consolidate.

La prima parte del concerto ha visto alternarsi perle emotive e brani d’impatto. Stop and Stare e Secrets hanno toccato le corde piu intime del pubblico con la loro costruzione melodica impeccabile, mentre Rescue Me ha rialzato il ritmo complessivo dello spettacolo.

La scaletta ha poi riservato uno spazio a Run, brano che al tempo della sua uscita sorprese per le citazioni cinematografiche del suo videoclip, e a Something I Need, traccia caratterizzata da un’ironia tagliente e da un ritornello travolgente.

Particolarmente interessante è stato il momento in cui Ryan Tedder ha raccontato un aneddoto legato a Life in Color. Il cantautore ha rivelato dal palco il legame tra il brano, l’Italia e Chris Martin dei Coldplay, il quale suggerì alla band di completare l’incisione del pezzo proprio dopo un felice ascolto preliminare.

LA SEZIONE AUTORIALE E L’INNOVAZIONE DI NEED YOUR LOVE

Un concerto degli OneRepublic non è soltanto la celebrazione del loro repertorio di gruppo. Ryan Tedder è uno dei produttori e autori più influenti della musica globale contemporanea. Sotto la sua guida, la band ha proposto una parentesi acustica dedicata alle grandi hit scritte per altri artisti.

Le interpretazioni di Halo, portata al successo mondiale da Beyoncé, e di Bleeding Love, lanciata da Leona Lewis, hanno mostrato la versatilita del cantautore e la forza strutturale delle sue composizioni.

Tra le novità piu attese della serata spicca l’esecuzione di Need Your Love. Nel finale di questo brano romantico ma essenziale, privo di fronzoli, Tedder ha inserito la registrazione vocale dei propri figli per creare un coro angelico di grande impatto. La ripetizione ritmica dell’incipit garantisce poi al pezzo un’efficacia immediata dal vivo, confermando la solida vena creativa della band.

TRA MITI CINEMATOGRAFICI E PIETRE MILIARI DEL POP

La seconda parte dell’esibizione ha inanellato una serie di successi planetari. I Ain’t Worried, inserita nella colonna sonora del film Top Gun: Maverick, ha scatenato l’entusiasmo collettivo con il suo celebre fischio orecchiabile.

La successiva I Lived ha invece riportato un’atmosfera piu profonda e toccante: il brano, ispirato alla storia vera di un giovane affetto da una grave patologia, conserva da sempre una carica emotiva straordinaria.

Non poteva mancare Counting Stars, vera e propria pietra miliare del pop moderno, che ha trasformato l’Ippodromo romano in un unico coro.

L’energia è rimasta alta con Sunshine e con Lose Somebody, oltre a un breve accenno a I Don’t Wanna Wait, la traccia realizzata insieme a David Guetta, rielaborando la storica hit dance rumena Dragostea Din Tei.

Verso la conclusione, gli OneRepublic hanno eseguito If I Lose Myself, altro piccolo capolavoro tratto da Native. L’acuto finale del brano, che richiama il verso del lupo, è un marchio di fabbrica che appartiene all’epoca d’oro di album come Oh My My e Human.

UN FINALE SOLENNE E IL LEGAME CON L’ITALIA

L’affetto degli OneRepublic per la nostra Penisola va ben oltre i semplici saluti di rito dal palco. La band dimostra da sempre un rispetto profondo per la cultura e per la Storia del Belpaese.

La fase finale del concerto ha toccato vette di assoluto valore esecutivo, grazie anche a un virtuostico assolo di chitarra di Zach Filkins che ha introdotto i momenti conclusivi.

Il gruppo ha salutato la Capitale sulle note di Wonderwall degli Oasis. Sullo sfondo, megaschermi ad altissima definizione proiettavano immagini suggestive di lune rosse e pianeti in movimento.

Questa fusione tra grande musica dal vivo e grafiche visionarie ha chiuso un evento impeccabile. La tappa capitolina degli OneRepublic si conferma come uno dei momenti piu alti della stagione concertistica estiva, dimostrando il valore di una formazione capace di rinnovarsi senza mai perdere la propria identità sonora.

Foto estratta da videoclip All the right moves da YouTube

https://www.youtube.com/shorts/zrmbu7k-nGw

 

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