Parlando d’amore

Maresa Galli

Alessia Pagliaro, Massimo e Gea Martire durante la discussione dopo-teatro
Alessia Pagliaro, Massimo Andrei e Gea Martire durante la discussione dopo-teatro

Nuovo, coinvolgente testo di Massimo Andrei, “Non farmi ridere, sono una donna tragica”, in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, per la regia e con Massimo Andrei e Gea Martire. Lo spettacolo, che ha debuttato lo scorso anno al Positano Teatro Festival, prodotto da Tappeto Volante, ha totalizzato il tutto esaurito nella replica di San Valentino accompagnata dal dibattito con la psicoanalista Alessia Pagliaro.

Il sottotitolo dello spettacolo è “Studio sull’amore inutile”, e sull’utilità (che brutta parola…) dell’amore si discetta, con intelligente e sferzante ironia, con profonda umanità.

Il protagonista, lo studioso Carlo Rimetti si occupa da accademico dell’amore vero, quello inutile. Mostra al pubblico i comportamenti, le riflessioni, la vita di una donna tragica: Silvana. Silvana, spiega il professore, “eccede nella sua percezione, tragicamente passionale, che la porta a credere che tutto rappresenti la fine del mondo”.

Silvana è delusa dall’amore; racconta le sue svariate delusioni, i suoi rapporti con Salvio, Gregorio, Mario, con l’ex marito sposato per sbaglio, forse solo per cercare quella stabilità di coppia che una donna deve avere! Dunque Silvana, nella sua coazione a ripetere di scelte punitive, è delusa dall’amore. Come è possibile non trovare nessuno che ti aiuti a mettere un chiodo alla parete di casa, a buttare la spazzatura, insomma, un uomo che sia utile? Gode in modo quasi erotico della tragedia e non può fare a meno di cercare altre storie sbagliate, dilanianti.

Un evento sconvolgente potrebbe cambiarle la vita: morto l’ex marito entra in possesso della sua splendida villa. Il destino le fa incontrare un suo ex fidanzato, Carmine, appassionato giardiniere-filosofo che la lasciò dopo venticinque anni per Cristina… Due mentalità di scontrano costantemente: Carmine parla con tenerezza e amore delle piante che alleva come fossero figlie sorelle amanti. Non chiedono nulla in cambio, solo acqua e piccole cure. Silvana, incattivita e masochista, attacca l’uomo e distrugge ogni suo pensiero poetico sull’amore disinteressato, spirituale. Ora ha conosciuto J-Up, maestro di Chai Chung che sarà l’artefice della sua rinascita…

Straordinari interpreti, Gea Martire che lavora molto per fisicità, con energia massima, grande attrice, e Massimo Andrei, con i suoi monologhi del giardiniere, le sue belle letture dal Simposio platonico dispensate come inutile balsamo dinanzi alla sordità umana ai sentimenti puri, quelli che non chiedono che poca costante acqua per crescere e renderci felici.

Parafrasando Nietzsche – spiega il regista – non c’è niente di più comico della tragedia e si finisce dunque a ridere della vita, osservando le contorsioni, le difficoltà e le lacrime che il nostro essere limitati porta con sé”.

L’amore è dunque gioia, passione, fusione di cuori, realizzazione dell’Io, o sentimento tragico irrealizzabile, mera perpetuazione della specie? E’ quanto spiega/domanda, con il suo Teatro e Psicoanalisi, la dottoressa Alessia Pagliaro. Interessante dibattito per un San Valentino diverso nel quale ritrovare il rispetto dell’amore disinteressato, talvolta irraggiungibile, di nutrire l’anima.

 

 

 

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