Non perde smalto il testo di Peppe Lanzetta “Opera di periferia”. Scritto vent’anni fa, diventato spettacolo teatrale nel 2009, oggi torna in scena in veste di musical con un cast molto numeroso, musiche nuove e suonate dal vivo, coreografie, cantattori e danzatori giovanissimi, diretti da Bruno Garofalo. Si muovono su una scena su due livelli, dai mille colori, con forti tagli di luce, balconi dipinti e murales tutt’intorno. Un vicolo di periferia. Lo spettacolo è in scena al Teatro Augusteo di Napoli, dal da 7 al 16 novembre 2025.

Un testo profetico, oggi si definirebbe distopico, che descrive la vita dei quartieri di periferia, che non cambiano mai, il malessere giovanile, che troppo spesso sfocia in violenza. Di quelli che si somigliano a ogni latitudine, da Parigi al Bronx a Napoli, città-mondo, come molti amano definirla.
Nel testo di Lanzetta, però, rispetto ai tanti film e fiction sull’argomento, si coglie un’altra atmosfera: c’è il disadattato, il sognatore, c’è il bullo, il ladro, l’assassino e, naturalmente, il boss. Eppure aleggia un’aria diversa, che lascia sperare che forse almeno uno di questi ragazzi, abbandonati al proprio destino, si possa salvare. Non c’è sangue, non c’è violenza fisica, anche se compare una pistola, “il ferro”, che deciderà il finale.

LA MESSINSCENA DI OPERA DI PERIFERIA
Altra cosa è, naturalmente la messinscena. Il nutrito gruppo di interpreti dai più noti come le Ebbanesis (qui anche attrici), Maurizio Capone, autore delle musiche e dei suoni, il rapper Ivan Granatino, si impegna al massimo e lo sforzo si vede. Ma la resa non è al top. Anche la recitazione non è omogenea, si nota, infatti, la differenza tra le generazioni di interpreti. Emergono Maria Rosaria Virgili, nei panni della Maga Aurora, attrice di razza, come lo stesso Lanzetta, che di teatro ne hanno fatto tanto e di qualità. La loro recitazione è precisa e, soprattutto, comprensibile. Le parole degli altri protagonisti, per lo più sfuggono all’ascolto. Il volume troppo alto tra musica e canzoni non aiuta.
“Opera di periferia” è uno spettacolo che va certamente rodato e messo a punto, per poter rendere nel miglior modo possibile, lo sforzo produttivo e artistico e suscitare la riflessione auspicata.
(Le fotografie sono di Gilda Valenza)






