Per Viviani: “Sottovoce” e “La musica dei ciechi”

Redazione

Al Teatro Trianòn di Napoli, che porta anche il suo nome, doppio appuntamento con Raffaele Viviani. Giovedì 25 gennaio 2024 andrà in scena “Sottovoce“. Omaggio all’autore stabiese. Un bozzetto in prosa e musica dei più divertenti e commoventi personaggi vivianei, diretto da Ernesto Lama.

Articolato in cinque quadri, lo spettacolo si dipana tra altrettanti temi delle poetica dell’Autore: la festa di Piedigrotta, gli innamorati, il lavoro, i guappi e il varietà.

«In questo omaggio, – spiega il regista – mettiamo anche in scena la morte, facendo trionfare la vita attraverso dei semplici ma efficaci cambi d’abito: la camicia bianca per esempio simboleggia le morti sul lavoro, o ancora le donne che diventano uomini con indosso una cravatta per simboleggiare la loro forza e al tempo stesso la loro grazia. Il mondo non è maschio, ma è femmina. E l’uomo è solo di supporto a questa splendida figura».

Con lo stesso Lama sono in scena Marina Bruno ed Elisabetta D’Acunzo, con il pianista Giuseppe Di Capua.

Il secondo appuntamento è con la prosa. E’ in programma da venerdì 26 a domenica 28 gennaio, “La musica dei ciechi”. Un progetto teatrale scritto e diretto da Gigi Di Luca “intorno” al testo di Raffaele Viviani.

La musica dei cechi di Raffaele Viviani (ph©Pino Miraglia) 

Scritto nel 1928, La musica dei ciechi è un dramma sulla condizione dell’emarginazione e della povertà, dello sfruttamento, ma anche della difesa etica e morale dei più deboli.

«Questa messa in scena parte da Viviani per andare oltre Viviani. – spiega il regista Gigi Di Luca – Per cercare connessioni con altri mondi musicali e con altre storie di fragilità e di diversità».

Lo spazio è vuoto, nudo, quasi a delineare una distanza incolmabile tra la presenza e l’assenza di una vita umana. In mezzo al nulla ecco i ciechi, i mezzi ciechi, gli emarginati, le anime parlanti accomunati da uno stesso destino, da un bisogno di aggrapparsi gli uni agli altri per sopravvivere.

«Non c’è speranza in loro, se non la ricerca dell’amore, della poesia che la tragedia della vita nasconde e sotterra sotto un velo di indifferenza, – prosegue Di Luca – ma c’è la musica che li trascina e li eleva a classe superiore e c’è il silenzio, che forse è, la vera musica dei ciechi».

Lo spettacolo vede in scena Antonella Morea, nel ruolo di Nannina, moglie del contrabbassista Ferdinando, Roberto del Gaudio, che interpreta Ferdinando, Lello Giulivo è l’impresario accompagnatore don Alfonso e Ivano Schiavi l’ostricaro Vucella.

Le musiche, curate da Gigi Di Luca e Mimmo Maglionico, sono eseguite dallo stesso Maglionico (fiati), Roberto Trenca (chitarra) e Vittorio Cataldi (fisarmonica). La voce fuori campo è di Pamela Villoresi.

Le scene sono di Maria Teresa D’Alessio e Michele Lubrano Lavadera, i costumi sono firmati da Giovanna Napolitano e le luci da Gianni Caccia.

 

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