Pinter: lucidità e coraggio contro l’oppressione

Anita B.Monti

Definisce Harold Pinter “un uomo che ha segnato profondamente la cultura del Novecento”. Lino Musella presenta la sua messinscena di Pinter Party al Teatro San Ferdinando di Napoli, dove sarà rappresentato dall’11 al 21 aprile 2024, in debutto nazionale prodotto dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.

Rappresentante della giovane generazione di artisti, il quarantenne Musella ha atteso la maturazione artistica per affrontare i tre testi di Pinter che sono riuniti in un unico lavoro.

Folgorato fin dall’Accademia, dalla scrittura e dalla sensibilità del premio Nobel, Lino Musella lo avvicina a Shakespeare e a Eduardo, autori che ha già più volte affrontato. “Forse perché come loro è stato anche attore – spiega – e le relazioni tra i personaggi e le dinamiche create in scena richiedono agli interpreti una spiccata sensibilità e la capacità di comprendere i contenuti più profondi”.

Apprezzando in modo particolare la capacità e il coraggio di esprimere la propria indignazione verso chi calpesta diritti e dignità umane. Di questo parla lo spettacolo.

I TRE TESTI 

Nei tre lavori – sottolinea infatti – si alternano in racconti diversi le vicende dei tanti oppressori della Storia: hanno voci e volti di esseri umani, sono protagonisti assoluti, quasi a volte divertenti, sicuramente divertiti, messi dall’autore vicini a chi li guarda così da poterli osservare meglio. La condizione dei popoli oppressi è mostrata attraverso la rappresentazione degli oppressori. Nonostante le evoluzioni nel mondo, continuo a sentire in queste tre opere una forza incredibilmente attuale. Dagli anni di quelle letture ad oggi qualcosa si è aggiunto e sedimentato, un qualcosa che riguarda anche l’autore”.

Pinter Party (foto di Nocera Ivan)

Il bicchiere della staffa del 1984, Il linguaggio della montagna del 1988 e Party Time del 1991 costituiscono la drammaturgia che l’attore e regista ha intervallato con alcuni brani tratti dal discorso che Pinter tenne nel 2005, ritirando il Nobel per la letteratura.

Con lui in scena, Paolo Mazzarelli, Betti Pedrazzi, Totò Onnis, Eva Cambiale, Gennaro Di Biase, Dario Iubatti, Ivana Maione, Dalal Suleiman e, in video, Matteo Bugno.

Le scene sono di Paola Castrignanò, i costumi di Aurora Damanti, le musiche originali e il disegno sonoro di Luca Canciello, il disegno luci di Pietro Sperduti, in video di Matteo Delbò, la coreografia di Nyko Piscopo.

 

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