Pizza concept. Da Napoli a MIlano

Renato Aiello

Pizza e vino: nuovo binomio
Pizza e vino: nuovo binomio

E’ stato intervistato di recente dalla giornalista francese Marcelle Padovani per il suo libro “Les Napolitains”. A modo suo, quasi un’istituzione culturale tra le tante in città: Gino Sorbillo resta uno degli ambasciatori più apprezzati del made in Naples e di una certa filosofia di valorizzazione del nostro territorio. La prova evidente sono gli appuntamenti, in giro per l’Italia, di “Pizza e Falanghina – insieme con gusto”, incontri per esperti del settore, in cui il piatto simbolo del Golfo e uno dei vini più pregiati del nostro comparto agricolo, si sposano felicemente. Il binomio è interessante, nonché iconico di per sé nell’immagine stessa del calice di Falanghina, accanto alla pizza, e il merito enologico va al consorzio Sannio Dop che, con le Falanghine beneventane, servite nelle varie declinazioni e dalle note fruttate, esalta i sapori autentici della pizza napoletana.

Sapore e gusto che non sono solo quelli classici del piatto principe di Napoli, perché la pizza concept di Gino Sorbillo sa proporsi in insoliti abbinamenti di eccellenza con ingredienti quali il datterino giallo per la Margherita “gialla” e il pomodorino del Piennolo, così come le olive schiacciate del Matese con le alici di Cetara, fino ai connubi più corposi coi salumi, come tra mozzarella di bufala dop e ‘nduja, o la pizza con ricotta e cicoli non ripiena, nel segno della tradizione che va a braccetto con la sperimentazione.

Ogni pizza praticamente è un gioiello, una gioia per gli occhi coi suoi colori mediterranei e per il palato. Riscoprire l’antico e la straordinaria ricchezza enogastronomica della Campania Felix oggi è l’unica vera rivoluzione culturale possibile, e Sorbillo a Milano in zona Duomo, ci sta riuscendo benissimo, con un riscontro che va oltre le più rosee attese. Da Via dei Tribunali ai Decumani fino all’ombra della Madonnina, passando per la giornata d’inaugurazione di Vinitaly ieri a Verona, l’esportazione di questi due tesori agroalimentari campani, della loro storia e delle innovazioni capaci di portare ancora con sé dimostrano quanto la buona Napoli possa avere successo e apprezzamenti in Italia e non solo.

Se è vero infatti che Marlene Dietrich a New York sentendo cantare Edith Piaf pensò per un attimo di essere tornata a Parigi, allora anche la pizza di Gino Sorbillo in giro per l’Italia con un solo assaggio ci fa sentire tutti a Napoli.

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