Questa guerra non è un videogame

Redazione

Un’esperienza immersiva, che lascia ogni spettatore davanti a interrogativi ineludibili: la guerra è necessaria? Esiste una guerra giusta? Cosa possiamo fare per evitarla? al centro della scena una pilota dell’aviazione degli Stati Uniti: orgogliosa Top Gun, macchina da guerra indistruttibile al comando del suo F16. E’ Grounded l’acclamato allestimento di George Brant su traduzione di Monica Capuani nella spettacolare messa in scena di Davide Livermore, con protagonista Linda Gennari Avvalendosi di un impianto scenico ideato dallo stesso Davide Livermore, Grounded vola dal cielo ai meandri più dolorosi dell’animo umano.

Lo spettacolo sarà da martedì 29 marzo a domenica 3 aprile 2022 al Teatro Mercadante di Napoli, mettendo tutti di fronte alla tragedia della guerra contemporanea.  Sospesa su una piattaforma metallica, che sale e si inclina come un aeroplano in un gioco di prospettive geometriche, l’attrice si cala nei panni di una top gun, una donna fiera di una divisa e di una carriera che si è conquistata in un ambiente normalmente riservato ai colleghi maschi. Ma tutto cambia drasticamente quando si innamora di un uomo estraneo al suo mondo e diventa madre di una bambina.

Una scena di “Grounded_5” (foto di Federico Pitto)

Rientrata in servizio dopo la maternità, è costretta a restare a terra, il destino temuto da ogni pilota (il termine inglese grounded significa anche “punita”, oltre che “a terra”), e assegnata al pilotaggio di droni: per difendere il suo Paese e “rendersi utile” si ritrova a combattere da una roulotte nel deserto del Nevada, senza vedere più il cielo blu in cui guidava il suo F16, ma solo il grigio di uno schermo. Migliaia di miglia la separano da un altro deserto, quello su cui fa volare il drone affidatole, ma passano solo 12 secondi dal momento in cui schiaccia un bottone della sua console all’esplosione di una jeep con a bordo soggetti identificati come nemici. Scopre così un altro modo di combattere e distruggere, di controllare e condannare.

È una nuova guerra, apparentemente asettica, scientifica. Ma qualcosa in lei si modifica, il disagio la attanaglia in un crescendo di angoscia, sensi di colpa e alienazione. Visti attraverso la potentissima telecamera del drone, i nemici che dovrebbe annientare sono davvero troppo simili ai suoi familiari.

Lo spettatore entra in sala e viene immerso nell’atmosfera grazie all’audiodiffusione di suoni, rumori di velivoli in azione, avvolto dai colori del blu del cielo, dal rosa, dal bianco, dal grigio.

 

 

 

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