Riapre un gioiello nel cuore di Napoli

Redazione

Il Teatro T.I.N. di Napoli riapre i battenti sabato 30 aprile 2022 dalle ore 18.30 con un’inaugurazione in grande stile, sotto la direzione artistica dell’attore e regista Gianni Sallustro. Nell’occasione saranno allestite una mostra a cura della Scarabattola e performance teatrali a cura dell’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema dello stesso Sallustro.

Toccherà a lui, supportato da amici, personaggi dello spettacolo e della cultura napoletana, illustrare le linee guida della sua gestione ed il programma artistico delle prossime stagioni. “Sono molto felice – dice Gianni Sallustro – di cominciare questa nuova avventura che mi vede direttore artistico e gestore di uno spazio che negli ultimi venti anni ho vissuto con passione. Sono stato al fianco di Michele De Grosso in tutto questo periodo ed è stata una esperienza magnifica; è stato certamente un innovatore ed un testimone dell’avanguardia teatrale napoletana. Per i miei lavori faccio tesoro dei suoi insegnamenti e consigli. Volevo fortemente conservare la struttura storica del teatro e, dopo un attento lavoro di pulitura, abbiamo regalato a questo spazio una nuova luce. E’ un luogo magico che trasuda storia e sarò felice di ospitare tutti gli artisti che vogliono contribuire a fare rivivere questo teatro. Sto lavorando con tutta la mia squadra a eventi e spettacoli che possano trovare qui la loro casa. Non mancheranno le rassegne di musica e di libri che abbiamo già organizzato negli anni scorsi. Ringrazio l’architetto Marcello Radano che ha curato i lavori restituendo tutta la bellezza e la magia al T.I.N.”

IL LUOGO

“Teste sognanti” in esposizione

Lo spazio nasce nelle segrete di Palazzo Spinelli, in vico Fico Purgatorio ad Arco, con pianta ellittica, otto archi e disposizione a deambulatorio intorno ad un fulcro centrale che ricorda la scena nuda del teatro elisabettiano – shakesperiano rendendo questo spazio l’unico teatro a pianta circolare di Napoli. Al centro, a livello del pavimento, si apre un antico pozzo con otto piccoli canali disposti a raggiera.

Per quanto riguarda l’uso primitivo dello spazio diverse sono le ipotesi: la pavimentazione romana e la muratura in opus reticulatum riporta da una funzionalità relativa al reperimento delle acque del mitico fiume Sebeto. Ma questo non basta ad interpretare le simbologie del luogo che si offre al fruitore-spettatore già carico di segni. La forma diagonale, come altri reperti trovati in loco lascerebbe pensare a significati esoterico; proprio in un punto altamente misterico della città dove le credenze vogliono ci fosse una delle sette porte magiche del mondo, capace di condurre in un’altra dimensione. Probabilmente l’attuale teatro funse anche nei secoli da chiesa bizantina e loggia massonica.

Gianni Sallustro con “Elfo” della Scarabattola

IL TEATRO

Fondato dal 1967 da Michele Del Grosso il TIN – Teatro instabile di Napoli aveva sede in via Martucci. Si sono esibiti giovani artisti tra cui Roberto De Simone, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Peppe Barra, Pino Daniele, Edoardo Bennato, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Antonello Venditti

Fra il 1968 ed il 1969 il Teatro Instabile ospita alcune delle più significative esperienze internazionali del momento: The Open Theatre con The serpent e The mask, Les Trèteaux Libres di Ginevra con Quo Vadis?

Del Grosso è fra gli artefici di una storica tournée del Living Theatre. L’attività del Teatro Instabile prosegue fino a metà degli anni Settanta. Lo rifonda nel 2001 nel cuore di Napoli all’interno dello storico Palazzo Spinelli. Significativa nell’ultimo ventennio la collaborazione tra il TIN, l’Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema e la Talentum Production.

Nel 2006 va in scena la prima retrospettiva dedicata a Manlio Santanelli. Fino al 2020 il teatro ha ospitato spettacoli diretti da Michele Del Grosso ed interpretati da Gianni Sallustro come “Caravaggio”, “La gatta cenerentola assassina per amore”, “Razzullo e Sarchiapone sotto ‘o tendone”, rivisitazione circense da La cantata dei pastori di Andrea Perrucci, “Mater Camorra e i suoi figli” da Brecht, “‘O vico” di Raffaele Viviani tutti lavori che portano la firma di Michele Del Grosso e Gianni Sallustro.

 

 

 

 

 

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