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Ridere di gusto

Maresa Galli

Si ride di gusto con la farsa Non è Francesca, da Rimini, “tragedia a vapore stravesata da Pulcinella Cetrulo, da D. Asdrubale Barilotti, da Monsù Patrecutenella e da Schiattamorton”. In scena al teatro Il Primo di Napoli fino al 24 marzo, il lavoro si avvale della regia di Oscarino Di Maio, che interpreta anche il ruolo di Don Salvatore e di attori noti come Mario Aterrano (Don Gennaro/Francesca), reduce dal successo di “Viviani la nuit” e Ivano Schiavi (Menicuccio), capace di spaziare dal teatro impegnato di Calvino a quello di tradizione. La prima parte della parodia petitiana è uno scherzo teatrale, un varietà con tutti i tipi che lo caratterizzano (sciantosa, comico, spalla, etc.). Aterrano, cantante/attore, interpreta “Brinneso” (Bovio/Valente) e altri classici cimento di grandi artisti per lasciare spazio a Schiavi, con il monologo di Petito “Il porta cesta della signora Cazzola”. Pascariello caccia dalla cesta della signora abiti di scena, polverosi cimeli, pretesto per raccontare la vita dei teatranti. La seconda parte dello spettacolo è il “teatro nel teatro”, invenzione petitiana che anticipa l’abbattimento della quarta parete e la soluzione pirandelliana. Geniale l’idea di raccontare le prove di un’improbabile compagnia di guitti, il dietro le quinte. Esilaranti gli strafalcioni linguistici di suggeritore e attori che adoperano un linguaggio caratterizzato “dall’ambivalenza semantica, le inversioni sintattiche e concettuali, il garbuglio studiatamente confuso, lo stravolgimento lessicale”. La parodia petitiana, nata per coinvolgere anche gli analfabeti, è frutto di una comicità spontanea e di grande arte imprescindibile per tutti i grandi autori a venire. Bravo e affiatato il cast nel quale si ricordano anche Patrizia Camillo, Antonio Izzo, Carmine Gambardella; belli i costumi di scena della sartoria teatrale Di Domenico.

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