RIVIECCIO TRA SCRITTURA, SCENA E TV

Angela Matassa

Chiuso il giro di presentazioni del libro autobiografico “Gino Rivieccio show” e la tournée estiva dello spettacolo “Quanno ce vo’ ce vo’”, a Capri ha da poco interpretato “Pierino e il lupo”, la favola musicale di Prokofiev, che ha visto come voci recitanti Eduardo,  Benigni, Dario Fo. E’ un’estate piena di impegni anche in tv per l’attore partenopeo. “Ho appena finito di registrare negli studi Rai di Napoli, la mia commedia “Sali e t’abbacchi”, – dice Rivieccio – con Tullio Del Matto e la regia televisiva di Margherita Lamagna. Andrà in onda per “Palco e retropalco” probabilmente nel periodo natalizio”.

La prossima stagione porterà in scena (verrà a marzo al Diana di Napoli) una commedia di Charles Shyer, “Il padre della sposa”. Come mai questa scelta?

“Ho l’età giusta per il ruolo. Sono un papà geloso e capisco il protagonista! E’ una commedia divertente, basata su un cliché che funziona sempre”.

Come partner ha voluto un’attrice straniera, una donna raffinata ed elegante: Corinne Clery.

“E’ una professionista straordinaria, una signora della scena  e proprio sulle differenze giochiamo con il testo. Lei madre francese, io padre napoletano, geloso, possessivo, che tenta in tutti i modi di far saltare il matrimonio della figlia: facciamo le scintille e ne verrà fuori uno spettacolo divertente e ritmato, con la regia di Marco Parodi”.

In compagnia c’è anche Seline Gandini, nel ruolo della figlia, le musiche sono di Peppino di Capri. Non ha niente a che vedere con i film realizzati da Minnelli e Shyer.

“No. Usiamo la traduzione di Maria Teresa Petruzzi,  adattata per il teatro da Gustavo Verde, ma sarà tutt’altra cosa”.

I protagonisti al cinema sono stati grandi attori: Spencer Tracy negli Anni Cinquanta e nel remake del 1991 Steve Martin. Si è ispirato a loro?

“Non avrebbe senso. Interpreto il padre a modo mio”.

Ritorna sul tema della famiglia e del matrimonio. 

“Forse è una mia esigenza. Credo che valga la pena di insistere su certi argomenti. Oggi alcuni valori si sono perduti. La famiglia è allargata, formata da uomini separati che incontrano donne separate ognuno con i propri figli ai quali aggiungere altri figli. Mi sembra il momento giusto per farlo”.

Quali altri progetti ha?

“Sì, c’era l’impegno con Nino D’Angelo per portare al Trianon “Quanno ce vo’ ce vo’”. E’ uno spettacolo musicale, in cui sono accompagnato dalla Minale Band:  gli era piaciuto e avrei dovuto essere in cartellone a novembre. Ma per ora resta tutto sospeso. Mi auguro che si risolva al meglio. Personalmente mi alletta l’idea di salire su quel palcoscenico e confrontarmi con il pubblico di Forcella. Sarebbe come tornare a casa: quel quartiere è molto vicino al mio”. 

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