Sahara Occidentale, la terra nascosta

Redazione

 

Una scena
Una scena

Il teatro Galleria Toledo di Napoli ospita un evento di solidarietà e informazione lunedì 27 aprile, promuovendo un incontro e la proiezione di un film sul popolo saharawi. L’appuntamento è dalle ore 19,30 alla sala di Montecalvario.

Il film, Territoire perdu di Pierre-Yves Vanderweerd, selezionato dal 61 Film Festival di Berlino e proiettato in anteprima nazionale, è preceduto da una inedita testimonianza video di Mario Martone e da immagini della resistenza sahrawi all’occupazione marocchina.

intervengono Omar Mih e Fatima Mahfouddel Fronte Polisario in Italia

La serata di conoscenza del conflitto del Sahara Occidentale, è organizzata per raccogliere fondi utili all’ospitalità in Campania (Napoli, Ariano Irpino, Rivello) di dieci bambini sahrawi nell’ambito del progetto internazionale “Piccoli ambasciatori di pace”. L’Associazione Tiris onlus, nata nel gennaio 2014, testimonia la continuità del rapporto instaurato da tempo tra Napoli e altre cittadine della regione con la realtà dell’esilio sahrawi.

Territoire perdu  (74 min, 2010),di Pierre-Yves Vanderweerd, è la straordinaria parte conclusiva di una riflessione sull’Africa che ha richiesto al regista belga 15 anni di lavoro. Girato in parte in Super 8 tra Sahara Occidentale, Mauritania, Algeria e confini del Marocco, il film segue i lungometraggi NEMADIS (2000), RACINES LOINTAINES (2002), CLOSED DISTRICT (2004), LE CERCLE DES NOYES (2007), LES DORMANTS (2009) che nel loro insieme rappresentano uno degli sguardi più poetici del cinema contemporaneo sul continente.

L’intervista a Mario Martone è stata realizzata in occasione degli incontri di “Necessità dei volti” a Beirut (maggio-giugno 2011). L’autore di “Una storia sahrawi” racconta del legame stabilito con la popolazione dei campi profughi nel deserto algerino dell’Hammada e su quanto la lotta di liberazione del Fronte Polisario abbia contribuito a guardare al Risorgimento italiano con occhi nuovi. All’intervista seguono quattro brevi video realizzati dalla resistenza sahrawi in condizioni rischiose per gli autori. Alla stampa straniera e agli osservatori internazionali il Marocco nega l’ingresso nelle zone occupate del Sahara Occidentale, i sahrawi documentano la repressione e le loro condizioni di vita con I pochi mezzi a disposizione ma con risultati inaspettatamente efficaci. Una lezione per i nostri occhi stanchi di immagini patinate e seriali.

Nel corso dell’iniziativa saranno disponibili libri e materiali informativi sulla lotta per l’autodeterminazione del Sahara Occidentale e le T-shirt disegnate da Oreste Zevola per i sahrawi. L’ingresso è a sottoscrizione.

 

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