Salemme, tronchetto della felicità

Maresa Galli

Una scena
Una scena

Solo lo spunto è dato da “Io e lui” di Alberto Moravia: la storia intelligente, divertente, ironica è di Vincenzo Salemme che torna al Teatro Diana di Napoli con Sogni e bisogni per due ore di autentiche risate. A vent’anni dalla prima edizione, interpretata da Francesco Paolantoni, la frizzante commedia, riletta, riapproda al teatro vomerese con repliche fino al 15 marzo.

La storia è quella di Rocco Pellecchia, uomo assente, debole, devirilizzato dei nostri giorni, marito e padre non rispettato dalla famiglia – un uomo che ha rinunciato ai propri sogni. Affossato dal triste quotidiano, dalle bollette da pagare, dalla crisi del lavoro, chiama la moglie in vacanza a Mondragone, probabilmente attratta dal fusto di turno. La tragedia scoppia quando si accorge di avere perso il proprio membro che si stacca da lui per protesta per diventare autonomo e orgoglioso “tronchetto della felicità”.

Salemme, che firma la regia dell’esilarante pièce, ritaglia per sé il ruolo del tronchetto, scatenando risate a volontà del pubblico insieme con i bravissimi attori del cast: Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Susy Del Giudice, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero. Il vulcanico tronchetto scende tra il pubblico del teatro a caccia di un nuovo proprietario più degno… La vita ha fatto di Rocco un vinto, un debole che ciondola per casa in tuta, che trascina le giornate e soprattutto ha abbandonato ogni speranza di riscatto. La moglie, il figlio, l’orrida suocera che parla in puteolano stretto, non lo rispettano. Il tronchetto, voce della coscienza, lo istiga a desiderare e anche in questo caso rimarrà deluso. Rocco non sa più cosa sia un vero desiderio, la passione, il sogno. “Oggi viviamo come Rocco – spiega Salemme – vittime della frattura tra ragione e istinto. E’ questo che manca oggi all’umanità, un progetto lungimirante! C’è chi possiede senso di responsabilità e chi no, chi tira e chi no. I nostri nonni erano contenti perché si sapevano accontentare. Noi siamo eliche scritte, stelle cadenti”.

Poetico, profondo, Salemme non smette di divertire facendo riflettere sulla condizione umana che ha amplificato i desiderata e con essi l’infelicità, la frustrazione, l’incapacità di godere delle semplici, belle cose della vita.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web