Salvaguardiamo il patrimonio linguistico napoletano

Maresa Galli

Nove gli appuntamenti per riflettere sulla salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano e sullo spazio che la scuola può dedicare al dialetto.

È un progetto che nasce dalla sinergia tra il comitato scientifico nominato ad hoc dalla Regione Campania, presieduto da Maurizio De Giovanni, e la Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio.

Da gennaio a maggio 2024, infatti, la ricchezza del vernacolo sarà declinata con riferimento a scuola, storia, cinema, letteratura, musica, toponomastica e gastronomia. Approfondimenti su alcune parole faranno da filo conduttore dei singoli incontri, presieduti, volta per volta, da uno dei componenti del Comitato.

Gli eventi si terranno, a partire da lunedì 15 gennaio 2024, presso il MUSAP – Circolo Artistico Politecnico di Napoli. Altri due appuntamenti, a cura di Nadia Baldi, vedranno invece impegnati gli studenti dell’Università Federico II ne “Il suono dei sensi – il senso del suono”, con brani tratti dalle opere di Ruggero Cappuccio e l’attore Claudio Di Palma in “La lingua che è musica”, con alcuni estratti letterari da “Shakespeare Re di Napoli”, il testo teatrale, da poco anche film, di Cappuccio.

Il volume pubblicato dalla Regione Campania

Ma come presentare l’argomento nella scuola? Si sono chiesti i promotori. Esiste una ricca e vivace produzione artistica in dialetto, che suscita curiosità e grande interesse. Il problema è che la rete amplifica informazioni condizionate da luoghi comuni e pregiudizi. In Campania esistono numerosi dialetti, e ognuno possiede un proprio sistema di regole. Per un’interpretazione che sia realmente corretta occorre un comitato scientifico. Ecco perché la Regione Campania, con la Legge Regionale 8 luglio 2019, n14, ha istituito il Comitato per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano. È necessaria un’educazione linguistica integrata. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival, è stato pubblicato il testo, già presentato a “Campania Libri Festival 2023”, “Per il patrimonio linguistico napoletano”, dedicato al compianto Armando De Rosa, vicepresidente del Comitato.

Occorre sfatare la convinzione che esista “il” dialetto vero. Esistono molti modi di parlare in dialetto, tutti differenti. Anche scrivere in dialetto rappresenta una grande ricchezza e non è necessario che vi sia un’ortografia del vernacolo. Occorrono dunque nuove riflessioni. Obiettivo del comitato è anche il recupero di una certa classicità, ricchissima nel caso di Napoli e della sua storia ancora in parte sconosciuta.

I giovani apprendono i dialetti da fiction televisive. Quel tipo di vernacolo, come anche l’italiano, è finzione e risponde alla verità di resa scenica. Occorrono nuove riflessioni e sapersi porre in ascolto, offrendo contenuti, come ad esempio la storia di alcune parole.

Aspettiamo insegnant,i – conclude Nicola De Blasi – che non siano solo ascoltatori ma che collaborino in questa prospettiva. Chi già lavora con una classe conosce meglio le esigenze e le prospettive della sua scolaresca”.

 

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