Segni e residui di materia

Redazione

Un'opera esposta
Un’opera esposta

E’ stata inaugurata Al Blu di Prussia, spazio multidisciplinare napoletano di Giuseppe Mannajuolo, diretto da Mario Pellegrino, la mostra di Giuseppe Manigrasso. L’artista tarantino in questa sua nuova produzione “travalica tecniche e significati– spiega Diana Giaquitto curatrice dell’esposizione – la magistrale lezione dell’informale americano e ancor più europeo”. 185 tecniche miste di piccolo formato nelle quali coniuga segni e residui di materia. In questo ciclo, facendo confluire tutta l’esperienza di un quarantennio di ricerche, nell’incontro della tecnica con l’assemblage, l’artista inserisce materiali e oggetti quotidiani, naturali e artificiali. Questa ripresa della grafica era già stata trattata da Manigrasso negli anni dell’inizio. I suoi punti di riferimento estetici, non dimenticando la lezione di Caravaggio e Picasso, guardano verso un altro orizzonte storico, quello di Carlo Alfano, espressione di una differente dimensione artistica. La coerenza, la compattezza stilistica ed emotiva di queste ultime opere dell’artista fanno sì che si presentino come “un unico organismo da fruire nella sua interezza e non nelle singole parti.”

Anna Maria Liberatore

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