Semi di letteratura

Redazione

Si chiude con Fiori giapponesi il ciclo di messinscene tratte dall’opera di Raffaele La Capria al Ridotto di Napoli (11-16 marzo).  Il regista e musicista

Una scena
Una scena

Paolo Coletta ne firma l’allestimento, proponendo, in linea con la ricerca a lui cara sul teatro musicale, nove dei cinquantacinque “raccontini” che compongono il libro, in forma di piccola opera buffa contemporanea per quattro attori/cantanti: due donne e due uomini. Nove parabole, a volte comiche a volte tragiche, ma immancabilmente leggere, sull’amore, il dolore, l’adolescenza, la vita che sfugge, la ricerca della felicità, sullo sfondo, come fosse il ricordo di un brutto sogno, gli anni di Piombo durante i quali i Fiori vennero scritti.

Sulle scene di Luigi Ferrigno, nei costumi di Zaira de Vincentiis e con il disegno luci di Gigi Saccomandi, recitano e cantano Mario Autore, Daniela Fiorentino, Massimiliano Foà e Mercedes Martini.

Sulle scene di Luigi Ferrigno, nei costumi di Zaira de Vincentiis e con il disegno luci di Gigi Saccomandi, recitano e cantano Mario Autore, Daniela Fiorentino, Massimiliano Foà e Mercedes Martini.

Scrive l’autore: “Fiori giapponesi, è una metafora racchiusa nel raccontino omonimo. I fiori giapponesi sono quei semi o conchigliette di carta che gettati nell’acqua di un bicchiere si dischiudono e ne esce appunto un fiore che cresce e si dilata occupando tutto lo spazio del bicchiere. Ognuno dei brevi racconti di questo libro è come un semino di carta che contiene in sé un altro racconto, non scritto, più ampio ed esteso, a volte quasi un romanzo. Questo racconto virtuale si aprirà nella fantasia del lettore, che è come l’acqua nel bicchiere”.

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