
Semplicemente Giulia per Vincenzo Borrelli che il 6 novembre (repliche fino all’8) inaugura il suo Centro Teatro Spazio a San Giorgio a Cremano, mettendo in scena la celebre “La signorina Julie” di Strindberg, testo da lui tradotto e adattato.
La storia narra di una tresca fra un servo e la sua padrona, un amore dirompente che finirà drasticamente. Nella regia di Borrelli il punto focale diventa la differenza insanabile, non solo quella sociale, ma l’abisso che c’è fra l’universo maschile e quello femminile, i rapporti di forza che si instaurano nella coppia, e la nullità del concetto di “classe” di fronte alla forza della natura dei singoli quando entrano a stretto contatto.
“Nonostante la drammaturgia sia modernissima per l’epoca, – commenta il regista – non ho cercato un’interpretazione in chiave ultramoderna, mantenendo per quanto possibile, quello che è lo spirito e il senso dell’opera senza stravolgere i concetti già moderni e di sicuro scottanti del maestro svedese”.
In scena, oltre lo stesso Borrelli, Cristina Ammendola e Marina Billwiller.






