Si ride e si riflette con “Il vedovo allegro”

Maresa Galli

In scena al Teatro Diana di Napoli fino al 31 marzo 2024, Il vedovo allegro, scritto e diretto da Carlo Buccirosso, anche protagonista della commedia, affiancato da un eccellente cast, con Massimo Andrei, Elvira Zingone, Davide Marotta, Gino Monteleone, Donatella de Felice, Stefania De Francesco, Matteo Tugnoli. Come sempre, il plot è occasione di riflessione su temi di attualità. Buccirosso interpreta la parte di Cosimo Cannavacciuolo, rimasto vedovo a causa della pandemia. Con la morte della moglie, l’uomo diventa ipocondriaco, ossessionato dalla paura di contrarre il covid.

Massimo Andrei e Carlo Buccirosso in un momento della commedia“Il vedovo allegro”

Per evitare che ciò accada assume una domestica, Angelina (Elvira Zingone), figlia del portiere del palazzo, Salvatore (Massimo Andrei), per mantenere la sua casa, un appartamento di un antico palazzo del centro di Napoli, pulita e sanificata. Prima della pandemia, Cosimo aveva un negozio di antiquariato che gli consentiva una vita piuttosto agiata ma, a causa del lockdown, la sua attività fallisce. Dopo trasferisce tutta la merce a casa propria. I creditori sono alle porte poiché non può pagare le rate del mutuo dell’appartamento. Il caso gli presenta una possibile soluzione ai suoi problemi finanziari. Nell’appartamento Cosimo fitta una camera a Virginia (Stefania De Francesco), giovane e spensierata attrice e cantante. Massimo Andrei è l’eccentrico, vivace custode, straordinario nel ruolo che gli ritaglia Buccirosso. Bravo Davide Marotta, Ninuccio, il figlio di Salvatore, “giovane” di quarant’anni spensierato e combina-guai come un fanciullo. Gino Monteleone, il banchiere, e Donatella de Felice, sono i coniugi Tomacelli che nascondono un dramma.

Un momento de “Il vedovo allegro”

Bravo anche Matteo Tugnoli nel ruolo del dottor De Angelis, ginecologo, inquilino del quarto piano, corteggiato da Angelina a caccia di un buon partito. Equivoci, intrecci, risate e momenti drammatici raccontano la crisi economica e sociale causata dalla pandemia, il desiderio di maternità e la fecondazione eterologa, i sogni di ognuno. Molto curata la scenografia di Gilda Cerullo e Renato Lori, con tanti elementi di antiquariato e un balcone sullo sfondo con una luminosa finestra aperta su una strada del centro di Napoli. Belle le musiche di Cosimo Lombardi, i costumi di Zaira de Vincentiis, il disegno luci di Luigi Della Monaca. Tanti applausi a tutte le repliche. (foto di Gilda Valenza)

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