
A 10 anni dalla scomparsa, e a ridosso del giorno del suo onomastico e compleanno, tra le tante iniziative in campo a Napoli spicca la mostra dedicata a Pino Daniele. Il cantautore partenopeo, che ci lasciò il 4 gennaio 2015, è il protagonista di Spiritual, in programma dal 20 marzo fino al 6 luglio 2025 a Palazzo Reale, a due passi da quella Piazza Plebiscito che lo vide in concerto in così tante occasioni. Fino al suo funerale pubblico, celebrato proprio davanti la chiesa neoclassica di San Francesco di Paola dal cardinale Sepe.
SPIRITUAL, LE RADICI SPIRITUALI DEL BLUES NELLA MUSICA DI PINO DANIELE
Il titolo di questa retrospettiva si riferisce al genere musicale che più di tutti ha ispirato il cantante napoletano: il blues. Esso possiede infatti profonde radici nella spiritualità africana e non poteva che esserci affinità tra questa tradizione e il Nero a metà in vari aspetti delle sue opere, dalla struttura musicale alle tematiche, dall’intensità timbrica fino alla magistrale capacità di improvvisazione. Pino Daniele componeva con istintività, attraverso una costante ricerca musicale e una rigorosa disciplina sulla chitarra.
I materiali originali, molti dei quali esposti per la prima volta – come la sua partita IVA e il manuale di ginnastica per prepararsi alle faticose tournée sul palco -, documentano l’intero cammino umano e professionale dell’artista, così come l’impatto profondo e trascendente della sua opera, arricchito da tante rarità in grado di accomunare il gusto di più generazioni, concesse per l’occasione dalla Fondazione Pino Daniele.
UN MOSAICO DI RICORDI

La storia di uno degli artisti più amati della musica italiana viene raccontata attraverso un ricco mosaico di contenuti audiovisivi pubblici e privati, materiali d’autore e amatoriali, documenti inediti, oggetti personali e strumenti che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo.
DUE AREE TEMATICHE
La mostra, suddivisa in due aree tematiche, la prima dal 1955 al 1977 e la seconda dal 1977 al 2014, ha come obiettivo quello di raccontare come la sua vita sia stata non solo quella di un grande performer che reinventò la musica napoletana, ma anche di un profondo innovatore e interprete dei cambiamenti musicali che hanno attraversato la nostra società per decenni, influenzando nuove generazioni di musicisti.
IL SOUND DI PINO DANIELE

L’autore di Quando, Alleria, A testa in giù, Sara, Back Home, Terra Mia e di Napule è ha saputo rendersi immortale con i suoi capolavori, attraversando confini geografici e culturali; aveva infatti inventato un nuovo sound, incastro unico tra canzone popolare, blues, jazz e dialetto – la famosa parlesia –, rappresentando uno straordinario fenomeno sociale e culturale che ha contribuito a costruire l’identità nazionale e la memoria collettiva degli italiani.
Oltre alle fotografie inedite e amatoriali della sua vita privata, gli abiti di scena degli anni ’80, i suoi strumenti, le amate chitarre, non può mancare la sala dove poter ascoltare la sua musica live.
Previsto anche uno spazio per sentire la registrazione inedita delle prove dei Batracomiomachia (audio originale del 1974), unica incisione esistente catturata durante una session del gruppo.
Sui nostri canali Instagram e Threads: foto originali esposte in mostra (Fondazione Pino Daniele credit); foto allestimento (Marco Carotenuto credit)
