Stendhal e Napoli: rivive la passione

Maresa Galli

Laura Morante a Napoli
Laura Morante a Napoli

Hanno regalato al pubblico del Teatro Festival una bella pagina di poesia le Dediche alla città di Napoli, traendo spunto dal viaggio in Italia di Goethe per restituire la voce di celebri scrittori capaci di cogliere la meravigliosa complessità della città. Mimmo Borrelli, Peppe Lanzetta, Ascanio Celestini, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Marco Baliani, Antonella Stefanucci, Michele Placido hanno incantato il pubblico di Castel Sant’Elmo, mai location più adatta. Laura Morante interpreta, con la sua classe, Il lusso di amare Napoli, dai Diari di viaggio Roma, Napoli, Firenze di Stendhal.

Sottolinea il racconto l’accompagnamento musicale di Mimmo Napolitano al pianoforte; firma la regia Fabrizio Arcuri. Stendhal, appassionato dell’Italia dove trascorse lunghi anni e soprattutto appassionato d’arte e di bellezza, scrive incantevoli pagine sulla città. Diversamente e meglio di altri scrittori non riporta solo emozioni di viaggio ma considerazioni approfondite, acute, frutto di un lungo soggiorno. Nel 1817 Stendhal, soprannominato l’Italien, scrittore in erba innamorato dell’Italia, in primis di Milano, descrive alla perfezione la vita italiana. Giunse a Milano nel 1800, quando ancora si chiamava Henri Beyle, arruolato nel reggimento dei Dragoni al seguito del primo Console Bonaparte. Da quel momento l’Italia diviene un sogno, un’ispirazione per le sue opere. Laura Morante rievoca i fasti di Napoli, con le sue luci ed ombre, con la sua grande arte, con i suoi teatri tanto amati da Stendhal. Il Teatro San Carlo è frequentato dalla nobiltà partenopea. Europei provenienti da tutte le nazioni, in particolare inglesi e francesi, accorrono a Napoli attirati dalla fama della sua bellezza. “I ricevimenti in casa del marchese Berio o dell’arcivescovo di Taranto – scrive Antonio Ghirelli nella sua “Storia di Napoli” – hanno lo stile e la vivacità intellettuale delle grandi capitali europee: Canova, Rossini, la Colbran sono gli idoli dei loro ospiti, tra i quali Stendhal è colpito dal tono cosmopolita della conversazione”, così come lo è stato la prima volta che venne a Napoli o al San Carlo. “Non dimenticherò mai via Toledo – scrisse Stendhal – e la vista che si ha di tutti i quartieri di Napoli: per me è senza confronti la più bella città del mondo… Pur con le sue 340.000 anime, Napoli è come una casa di campagna situata in un paesaggio delizioso. A Parigi, non si riesce neppure ad immaginare che vi siano al mondo dei boschi o delle montagne; a Napoli, non c’è angolo di strada che non ti sorprende con un colpo d’occhio originale su monte Sant’Elmo, su Posillipo, sul Vesuvio”. L’energia, il carattere delle donne di Napoli, oltre che la bellezza, colpisce la fantasia di Stendhal il cui modo di sentire è, a detta dell’autore, incomprensibile alle donne del Nord. Con ironia e benevolenza descrive gli “ischitani, selvaggi d’Africa” che parlano di malaugurata disgrazia (l’uccisione di un uomo…). Con ironia racconta la Napoli esoterica e superstiziosa di Virgilio che credeva alla jettatura, ma anche in Norvegia si crede alla jettatura… Le sue critiche nascono dall’amore per l’Italia, per Napoli, per i suoi grandi artisti e la sua grande storia, sempre presente, talvolta ingombrante. E se “la vanità francese non permette di amare, la passione italiana impedisce di vivere”, dirà l’autore de “Il rosso e il nero” e “La Certosa di Parma” e soprattutto di ispirate “Cronache italiane”, spaccato unico di storia raccontata con elegante, inimitabile poesia. La brezza e i cromatismi del tramonto, le suggestioni del Castello, la lettura della celebre attrice, la bellezza del racconto regalano emozioni.

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web