Storia di un oblio al Teatro San Ferdinando

Anita B.Monti

Ha creato un allestimento particolare Roberto Andò per portare in scena la versione italiana, firmata da Yasmina Melaouah, di Storia di un oblio. Ce que j’appelle oubli del 2011 è opera del pluripremiato 57enne scrittore francese Laurent Mauvignier, andato in scena in prima assoluta nel 2012 al Teatro della Comédie-Française a Parigi.

Il direttore dello Stabile partenopeo, ne cura la regia per il Teatro San Ferdinando di Napoli, allestendo la messinscena in platea e non sul palcoscenico. A diretto contatto con il pubblico, che ne fa parte.

Protagonista di questa “orazione civile” è l’attore Vincenzo Pirrotta, che da solo, seduto su una sedia – in attesa che tutto intorno il pubblico prende via via posto – veglia in silenzio il cadavere di suo fratello.

Un intimo raccoglimento che di lì a poco si trasformerà nel racconto di un’assurda morte e del suo: perché?.

Vincenzo Pirrotta (foto di Antonio Parrinello)

Consegnando nelle mani e alle coscienze degli spettatori le inquietudini, la ferocia e il disagio del nostro tempo.

In mezz’ora si è consumata la tragedia, vera, di un uomo di colore, picchiato a morte da quattro vigilanti, in un supermercato francese, dove aveva rubato una birra.

Un atto di crudeltà, discriminazione, odio, come i tanti, che ancora oggi riempiono troppe pagine di cronaca. Il lavoro dell’autore francese è spesso dedicato al mondo degli emarginati, che descrive con scrittura densa.

«Quando lessi il testo di Laurent Mauvignier – dichiara Roberto Andò – ho pensato subito che era scritto in una lingua vocata al teatro. Storia di un oblio è un canto a più voci, ma è concepito per una sola voce. Un canto che Vincenzo Pirrotta intona a nome di ognuno di noi, conducendoci in quella zona dolorosa e opaca in cui ogni essere umano è destinato a sparire e a essere dimenticato. La scrittura di Mauvignier circoscrive luoghi indicibili dell’esperienza, quei luoghi della memoria o della coscienza che resistono alle parole. A questa resistenza Mauvignier contrappone l’esattezza della parola, il suo potere evocativo e catartico».

In scena fino al 28 gennaio 2024. E’ necessaria la prenotazione.

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web