Straordinario Tommaso Bianco al Teatro Trianon

Angela Matassa

E’ un flusso di prosa, versi e canzoni, senza soluzione di continuità, lo spettacolo Sarraggio sempe n’ommo ca so’ nato, omaggio a Raffaele Viviani, che Tommaso Bianco ha portato in scena al Teatro Trianon di Napoli, nell’allestimento di Clelio Alfinito.

L’attore partenopeo, ormai residente a Bologna, non dimentica di rappresentare il Maestro stabiese. In quest’occasione, festeggiando il suo ottantesimo compleanno, ha riempito la sala, colma di spettatori, del sapore e delle atmosfere dipinte dall’autore.

Risuonano così, attraverso la sua voce intensa, quelle di operai, di un sottoproletariato sofferente ed ignorato. Scupatori, zingari, pescatori ed abitanti del “vicolo”, dipinto anche sulla scenografia naturalistica (con i fondali di Pietro Meglio), che riempie il palcoscenico, con pochi oggetti-simbolo: una rete, un secchio, una ramazza, una scala e l’immancabile maschera di Pulcinella.

A calare ancor di più in quel tempo, risuona su disco la voce di Raffaele Viviani e quella della sorella Luisella, che interpreta la celebre “Bammenella”.

Tommaso Bianco in scena

Un flusso di parole, ma anche di energia, che l’artista profonde senza risparmio, impedendo allo spettatore di uscire dalla dimensione, tratteggiata agli inizi degli Anni Novanta da uno dei più grandi drammaturghi della scena italiana.

Poesie e canzoni disegnano una condizione che quasi a un secolo di distanza, risulta duramente attuale. Poco è cambiato e ai nostri giorni, che registrano il dieci per cento di povertà e quotidiani incidenti sul lavoro. “Fravecature” esprime tutto il dolore, il rammarico, l’impotenza del comune cittadino.

Un’ora e mezzo di Viviani, che si conclude in un messaggio forte. Chiudendo con i versi scritti dall’autore nell’opera “I dieci comandamenti” per Pulcinella, Tommaso Bianco, spogliandosi di ogni costume, osa con una nudità che non offende, rappresentare col proprio corpo, un Cristo, con scritto sulla schiena la parola PACE.

Una scena al Teatro Trianon

L’artista è accompagnato dall’orchestra, composta da Ciro Cascino (direzione musicale, pianoforte e fisarmonica). Luigi Fiscale (batteria e tammorra). Alessandro Tumolillo (violino). Luigi Sigillo (contrabasso).

Terminata la messinscena, ancora pieno di energia e voglia di parlare al proprio pubblico, Tommaso Bianco presenta la moglie Cristina Passaro e, come fece Eduardo con Luca, il figlio Aristotele, che gli dedica una poesia. Chiusura in bellezza, emozione ed ovazione finale.

Lo spettacolo sarà replicato sabato 25 e domenica 26 novembre all’Arcas Teatro di Napoli.

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