Sublimazione ed evoluzione del Bello

Redazione

La copertina del volume
La copertina del volume

La saggia cultura orale degli indiani d’America narra che alcuni luoghi hanno dentro di sé un potere energetico forte e ammaliante. A questa espressione vorrei aggiungere una frase di Pasquale del Cimmuto, detta in occasione di un incontro organizzato in Pescocostanzo per celebrare il centenario di Anna Maria Ortese. Il sindaco del paese abruzzese, nonché poeta e critico d’arte, nel porgere il suo saluto, riferì che se esiste un mal d’Africa, si potrebbe dire che esiste anche un mal di Pescocostanzo.

Ebbene, è così, tale è l’effetto che come una malia insondabile prende i visitatori e i frequentatori di questo centro. Un’“eccezionalità al cubo” l’ha definita Francesco Sabatini -pescolano di chiara fama, presidente emerito e onorario dell’Accademia della Crusca- la sintonia perfetta tra arte, paesaggio, cultura, laboriosità di un paese che per dimensioni e per numero di abitanti si ascrive fra i piccoli comuni, ma capace di triplicare il suo valore intrinseco.

Sabatini, fra i relatori più seguiti, ha partecipato alla presentazione del volume La Basilica di Santa Maria del Colle, a Pescocostanzo, tenutasi nello stesso luogo, per celebrare un volume di particolare e straordinaria compiutezza, pubblicato dalle Edizioni Menabò che, già nota per la cura e l’attenzione ai contenuti e ai dettagli posti in tutte le pubblicazioni a cominciare dalla rivista D’Abruzzo, conferma e magnifica il suo lavoro proprio in quest’opera.

L’editore Gaetano Basti, nel ripercorrere il lungo tragitto pressoché ventennale che ha portato poi alla pubblicazione, a iniziare dal lavoro avviato con don Angelo Di Ianni, parroco alla cui memoria “cara” è dedicato il libro, ha dato prova di perseveranza e lungimiranza.

La particolare sensibilità e attenzione all’arte e alla cultura dell’amministrazione Del Cimmuto, unita alla presenza preziosa e altamente professionale dei fotografi Luciano d’Angelo e Mauro Vitale hanno creato la situazione propizia affinché questa ideazione di Gaetano Basti prendesse vita e forma.

La Basilica di Santa Maria del Colle è un volume che resterà nel tempo ma che soprattutto suscita nuovi interessi su un’opera architettonica, artistica, spirituale che custodisce ed esalta i palpiti tutti di una Comunità e che come ha detto Luciano D’Alfonso, il presidente della regione Abruzzo “accende una luce compiuta e completa su un bene relazionale per ritrovare la grandezza di Pescocostanzo dipanatasi tra storia, benessere, consapevolezza di stili di vita, affermazione concreta dell’evoluzione del Bello”.

Presenti alla presentazione, anche il parroco don Daniel Cardenas, il critico d’arte Anna Colangelo, il vescovo di Sulmona e Valva, Don Angelo Spina, che ha firmato una delle tre presentazioni al libro (le altre due sono state scritte dal sindaco e da Lucia Arbace, soprintendente per i Beni storici e artistici dell’Abruzzo).

Proprio dallo scritto del vescovo Spina traggo questo brano che sintetizza e introduce alla conoscenza del paese e della Basilica: “Chiunque visiti Pescocostanzo, anche il viaggiatore più distratto, come per incanto, viene rapito dal paesaggio. Le case legate l’una all’altra, i palazzi, i portali, i cornicioni, le scalinate, le strade, le chiese, danno subito la percezione dell’armonia e della bellezza[…] le tante chiese, che si presentano in una varietà di stile, fanno da corolla a quella che tutte le supera, la chiesa principale chiamata S. Maria del Colle o Collegiata. Nel suo interno, cinque sono gli elementi che subito saltano agli occhi: la pietra usata nell’architettura con grande maestria, il legno dei soffitti e delle statue, il ferro dei cancelli, il marmo policromo degli altari e i colori dei dipinti, degli affreschi delle tele. Se è vero che la fede ispira l’arte, bisogna dire che, in questa chiesa, nel corso dei secoli, l’arte ha espresso in modo chiaro, profondo e sublime la fede[…]”.

Più volte nel corso della presentazione, coordinata con dalla giornalista della RAI , Maria Rosaria La Morgia, è stato detto che il Volume “è arte nell’arte”, ne abbiamo una conferma già a un primo sfoglio, magnifiche le foto che cercano e segnalano dettagli e insiemi spettacolari, di spessore i testi di Francesco Sabatini, di Adriano Ghisetti Giavarina, di Marta Vittorini, di Floriana Conte, di Anna Colangelo, di Vittorio Casale, di pregio e di elevata raffinatezza l’edizione Menabò.

Un’opera da tenere, leggere, osservare per rivivere e intensificare emozioni, come strumento prezioso per diffondere conoscenze e dar vita a nuovi impulsi.

Maria Stella Rossi

 

 

 

 

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