[wpdreams_ajaxsearchlite]

Sulla strada della vita

Angela Matassa

Una scena
Una scena

Storie diverse s’intrecciano tra di loro. Due piani scenografici separati le drammatizzano. Ha impostato così la regia Vincenzo Borrelli dello spettacolo Quanto ti devo?, in programma (il 16 e 17 maggio) al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano, scritto in collaborazione con Cristina Ammendola e Simone Somma.

Da una parte c’è lui, il protagonista, Vincenzo appunto che, in una sorta di confessione rievoca il proprio vissuto, come in un racconto biografico. Dall’altra, i personaggi che l’hanno attraversato e caratterizzato. Più che a flashback, il regista ne affida la drammatizzazione ad altri attori. Come in un secondo spettacolo parallelo, la giovane compagnia, tra cui alcuni allievi della sua accademia teatrale, interpreta le tante storie in ballo, mescolando passato, presente e futuro.

La coscienza, le paure, le mancanze, le incapacità, la timidezza del giovane Vincenzo, e le frustrazioni del quarantenne che fa i conti con se stesso, vengono a galla con forza.

Seduto in macchina, incontra i propri occhi nello specchietto retrovisore e si trova a sua insaputa sulla strada delle puttane. Le riflessioni lo portano al suo passato di tredicenne abusato dallo zio, timido e introverso che non vuole andare a cercar l’amore, “il sesso” per strada.

La scena divisa in due, ci trasporta nella buia strada dove battono le ragazze, che giunte da Paesi lontano speravano in una vita migliore; mentre all’interno del bordello una maîtresse-padrona infierisce sulle giovani donne divenute schiave del mestiere.

Doppia cifra stilistica anche nella scrittura: immediata “da confessionale” quella del protagonista, più intimista e sofferta quella delle ragazze e del giovane.

Accompagnano e preparano all’azione alcune notissime canzoni, da Disperato erotico Stomp di Lucio Dalla che introduce a Lacio Drom dei Litfiba, allo struggente tango di Astor Piazzolla, Stella di mare ancora di Dalla. Le cose che abbiamo in comune di Daniele Silvestri vivacizza le confidenze del Vincenzo giovane, mentre chiude Atlantide di Francesco De Gregori.

Uno spettacolo in cui non manca la violenza psicologica, e pochi gesti descrivono quella fisica senza scadere nel volgare.

Una storia dì solitudine, condizione finale per l’individuo. Un racconto che turba, che provoca la riflessione sull’esistenza umana, sulle delusioni, sul dolore, sulla desolazione del mondo della prostituzione. Ma Vincenzo, lo “stupido” che ha capito così poco della vita, stanco e sconfitto dalla vita, trova negli occhi di Chiara, la prostituta che gli racconta la propria storia, lo specchio dei propri occhi e decide di ricominciare: a 40 anni, volta le spalle al passato e riparte dalla piccola Chicca.

Sono in scena Cristina Ammendola, Simone Somma, Antonio Tatarella, Alessio, Mariscotti, Andrea Alario, Mariapaola Marino, Marina Billwiller, Martina Giardulli, Giulia Minervino.

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web