Tagli al teatro: polemiche e proteste

Angela Matassa

Il Teatro Elicantropo di Napoli
Il Teatro Elicantropo di Napoli

Il MiBACT respinge le richieste di contributi e molte strutture teatrali rischiano la chiusura. A Napoli più che mai. E’ l’ultima notizia che colpisce e penalizza il settore ripetutamente tartassato. L’appello è diffuso, l’eco ampia, la protesta monta, ma poco si potrà fare. La Commissione consultiva per la prosa non può tornare sulle decisioni prese perché la nuova legge sullo spettacolo non lo consente, nonostante i ricorsi fioccheranno.

Il ministro Dario Franceschini si stupisce del grande interesse suscitato dalla notizia del taglio di 550mila euro di contributi per il 2015  e dichiara che ascolterà le categorie interessate: non può fare altro. Una risposta che non basta alle centinaia di addetti, nonostante l’immediato intervento del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, a favore della categoria delle arti.

Ventimila giornate lavorative perdute per i prossimi due anni, con le attività già programmate e gli investimenti fatti. Collasso e rischio di chiusura per i centri più piccoli. Nonostante la ‘qualità’ di progetti e produzioni, nonostante la decennale attività per molti, tante le strutture escluse dai fondi in Campania. Eccole: a Napoli  Cilea, Totò, Sannazaro, Augusteo, Elicantropo, Icra Project, Prospet, Delle Palme, Sancarluccio, Tunnel, Magazzini di Fine Millennio, Crasc, Le pecore nere, Immaginando, Lapriamericana, Nuovo Teatro Sanità; Eidos (San Giorgio del Sannio), Neraonda (Benevento), Gli Sbuffi (Castellammare).

Una beffa che si aggiunge alle ‘delusioni’ del teatro Bellini di Napoli e della Casa del Contemporaneo di Salerno non riconosciuti  come Centri di rilevanza regionale, di Galleria Toledo, le Nuvole e Sala Assoli che non hanno ottenuto lo status di Teatro Stabile d’Innovazione.

L’arte e la creatività non si possono fermare. Le chiacchiere nemmeno. E neppure l’arroganza.

A che serve ripetere ogni volta che Napoli è la capitale del teatro italiano: lo sanno tutti. E questi sono i risultati. Soldi ben distribuiti fanno la differenza per tanti artisti, gruppi, produttori, che hanno scelto questo mestiere per vivere. Meglio certo di  medaglie e medagliette, coppe e premi sparsi all’occorrenza.

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