TAN, stagione 2015/2016

Redazione

Lello Serao
Lello Serao

Un nuovo soggetto, Interno 5, si affianca a Libera Scena Ensemble e insieme formano Teatri Associati di Napoli, che dirigerà il Teatro Area Nord di Napoli (TAN). Il sodalizio inaugura un triennio di programmazione nell’ambito del progetto di “Residenze multidisciplinari” sostenuto dalla Regione Campania e dal MIBAC.

Per la stagione 2015/2016, 15 spettacoli, in scena (dal 6 novembre al 17 aprile 2016): nelle intenzioni dei due direttori artistici, Hilenia De Falco e Lello Serao, una programmazione che spazia tra danza e nuova drammaturgia, con un’attenzione alle nuove generazioni di artisti, in particolare quelli esclusi dal sostegno istituzionale.

Parte anche la nuova edizione di “TAN Off” che riprende con la formula di apertura del TAN al territorio. Due mesi di programmazione, tra settembre e ottobre, in accordo con le realtà territoriali: spettacoli, mostre, laboratori, incontri con artisti. Inoltre, saranno presentati anche la scuola “TAN Lab” e la rassegna di matinée per le scuole “Promossi a teatro”.

Grande spazio alla danza (Interno 5 è diventata organismo di produzione di danza riconosciuto dal MIBAC): si parte con “Across the border”, dal 6 all’8 novembre, per la coreografia di Antonello Tudisco. Poi, il 14 e il 15, “Lo splendore dei supplizi”, di Fibreparallele, che sublima lo spettacolo delle condanne a morte del passato connettendolo alla sottocultura di oggi, la bulimia da cronaca nera. Sempre a novembre, il 21 e 22, Benedetto Sicca firma una destrutturazione de “Il giardino dei Ciliegi” di Cechov della compagnia Teatro MA, molto applaudita l’anno scorso. Il 5 e 6 dicembre torna la danza con “Shades” (coreografie di Emma Cianchi), mentre il 12 e 13 c’è la poesia umoristica di “Strafelicissima Palermo”, di Sergio Vespertino, per un canto d’amore e ironica riflessione sul capoluogo siciliano. Lo spettacolo di danza “We are so f…ing dramatic”, di e con Francesca Penzo e Tamar Grosz, chiude l’anno solare il 16 e 17 dicembre.

Il 9 e 10 gennaio 2016 c’è “M.E.D.E.A. Big Oil”, opera teatrale in chiave buffonesca divisa in 7 deliri e 21 quadri con cui Terry Paternoster affronta la questione del petrolio in Basilicata. Segue “Lavoro Over 40” che Bruno Tramice trae da “Domanda d’impiego” di Vinaver; a grandissima richiesta torna, il 30 e il 31 gennaio, il monologo “L’uomo nel diluvio” scritto e diretto da Simone Amendola e Valerio Malorni con quest’ultimo in scena. Febbraio: il 13 e 14 in scena “Blue Bukowsky”, di Riccardo Spagnulo per la regia di Licia Lanera, con Vito Signorile, in cui si ipotizza un surreale ritorno del grande scrittore statunitense, mentre il 27 e 28 “Realitaly”, di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che prende spuntodall’omonimo reportage di Mariusz Szczygieł.

Il 5 e 6 marzo “Avana”, per la regia di Niko Mucci, descrive i desideri e gli amori di una vecchia maitresse cubana, poi la discesa nei bassi napoletani di Enzo Moscato in “Scannasurice”, regia di Carlo Cerciello, il 12 e 13; il 19 e 20 è la volta “Amleto FX”, di e con Gabriele Paolocà, indagine sulla moda, tanto in voga nei nostri tempi, del deprimersi. La chiusura è affidata a Progetto Urt con “The widows blind date”, regia di Juri Ferrini, dal 15 al 17 aprile.

 

Dice Lello Serao: “Da quando siamo qui abbiamo lavorato nell’emergenza, sia per l’assenza di chiarezza sull’uso dello spazio da parte delle istituzioni che per lo stato della struttura. Emergenza, infatti, era il titolo delle ultime dieci stagioni. Ma promettemmo che, appena fossimo stati in grado di superare questa incertezza, avremmo lavorato ad una progettualità diversa. Perciò questa stagione si chiama ‘Teatro edificante e ha un respiro di tre anni, con molte idee e iniziative”.

Da parte sua, Hilenia De Falco: “Ci cimentiamo in una nuova sfida che si traduce in una progettualità a lungo termine con Libera Scena Ensemble; in uno spazio storico portiamo la nostra competenza organizzativa e l’attenzione alla nuova drammaturgia. Continueremo, così, la nostra opera su due fronti: lo Start, che resta il nostro nucleo di partenza, e oggi il TAN, spazio grande e strutturato, che già ci ha permesso di crescere. Il sottotitolo Confini aperti è legato al luogo, la periferia, e alla diversità di linguaggi delle arti performative”.

La programmazione aderisce al circuito Politeatro promosso dalla Rete dei Piccoli Teatri Metropolitani.

 

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