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Tasso, stagione 2015/2016

Anthea Principe

Notarangelo in scena
Notarangelo in scena

Una stagione particolarmente significativa per il Teatro Tasso di Napoli quella del 2015/2016 perché segna il ventennale del teatro e il trentennale della scuola di recitazione, la più antica della città, aperta a bambini, ragazzi e adulti.

L’abbonamento comprende sei spettacoli (a cinquanta euro).

“Porto avanti il discorso sui classici, ma anche sui nomi nuovi”, dice il direttore artistico, Giampiero Notarangelo. Tre le sue regie: “Un nemico del popolo” di Ibsen (14 e 15 novembre). “Un’opera attualissima – spiega – perché apportatrice di un messaggio di rilevanza universale: la conoscenza, il sapere come mezzo per un futuro migliore”. “Edgar Allan Poe nel manicomio dell’orrore”, che mette in scena con la sua compagnia il 6 e 7 febbraio 2016. E’ tratto da “I racconti del Terrore” e dagli scritti poetici del celebre autore di noir. “Avvicinarsi a questo scrittore è come fare un viaggio nelle viscere del terrore puro, alle origini del mistero e dell’angoscia umana. La scelta stilistica, che abbina suoni evocati e immagini, è perfettamente corrispondente alla prosa di Poe che accoppia alla descrizione attraverso le immagini, corrispondenti effetti sonori. La vista e l’udito sono per lui i sensi rivelatori”.

“Il ventaglio” di Oscar Wilde (23 e 24 aprile 2016), commedia brillante che riscosse all’epoca un grande successo. Ambientata a Londra, in epoca contemporanea, si sviluppa in ventiquattr’ore.

L’inaugurazione della stagione (24 e 25 ottobre) è affidata a un’opera moderna: “Finalmente mamma” di Ciro Puglia con regia di Carlo Valastro. “Situazioni assurde e divertenti – dice l’autore partenopeo – ma che fanno riflettere sui valori della vita”.

Ciro Fiengo, invece, ha trasformato in moderni ‘inciuci” di potere, corruzione e prepotenza, la celebre commedia satirica di Gogol, con la sua “L’ispettore generale in visita a Itaglia” dimostrando che la natura umana resta immutata nei vizi (27 e 28 febbraio 2016).

Il 12 e 13 marzo 2016, Margherita Romeo inizia un percorso di sperimentazione su diversi linguaggi che ha come obiettivo il montaggio di uno spettacolo costruito volta per volta da un gruppo di giovani attori e danzatori di Napoli, intitolato “Who Am I”. “Il punto di arrivo – spiega l’artista, che ha insegnato in Russia presso l’Università – è la creazione di un prodotto che sviluppi un linguaggio teatrale originale, che non sia né la prosa né la danza, né il mimo, ma un’elaborazione di queste forme, attraverso l’uso a volte della maschera”.

Daniela Cenciotti in "Cattiva" (foto Paola Esposito)
Daniela Cenciotti in “Cattiva” (foto Paola Esposito)

Come evento fuori cartellone, Notarangelo ha inserito per l’8 marzo 2016, Giornata della Donna, “Cattiva” di Angela Matassa. Un testo ironico e veritiero sulla condizione della donna moderna. Con Daniela Cenciotti che dà vita a sette diversi personaggi, diretta da Fabio Brescia. “Una seduta psicoanalitica del personaggio – spiega quest’ultimo – che racconta, si racconta e non raccoglie soluzioni ma una ri-soluzione, unica e definitiva”.

“Sono felice di essere impegnato nell’attività teatrale dopo tanti anni – conclude Notarangelo – Per me già questa è una festa”.

 

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