Teatro e mito

Redazione

Sarah Falanga in scena
Sarah Falanga in scena

Ritorna la rassegna teatrale Dal mito a + ∞, nell’area del Tempio di Nettuno di Paestum. Dal 19 luglio al 6 settembre alle ore 21.00 (costo del biglietto dodici euro), saranno rappresentati cinque spettacoli tratti dalla tradizione, scritti e diretti da Sarah Falanga che li interpreta con gli attori della Compagnia Stabile dell’Accademia Magna Graecia, da lei diretta. La manifestazione è ideata dalla direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, Marina Cipriani e dalla stessa Sarah Falanga. Non occorrono scene né altri elementi oltre al fascino e all’atmosfera di uno dei siti archeologici più belli. Come nell’antica Polis, gli attori si muoveranno quasi a contatto con gli spettatori e con loro rivivranno miti e storie.

Questo il calendario della terza edizione:

19 luglio, Dioniso e il suo corteo: “Irriducibile e senza confini”, una sperimentazione di meta-teatro in interazione con il pubblico, per uno spettacolo itinerante, ispirato alla divinità greca Dioniso e allo spirito che da millenni incarna. 2 agosto, Medeae: “Da Euripide in poi”, è il viaggio di Medea, la visione “globale” del ruolo che questo personaggio ha avuto nel corso dei secoli. “Euripide ha giocato sicuramente un ruolo decisivo.- spiega l’autrice – Infatti, fa da spartiacque tra due modi diversi di interpretare questa figura”.

9 agosto, Il mito di Cassiopea: “Accorrete stelle, perché in voi è la salvezza e la coscienza dell’uomo”, per questo testo si fa tesoro dei pochi frammenti di Apollodoro, circa il racconto del mito tramandato fino a oggi, arricchito da versi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio.

23 agosto, La festa greca dei Poseidoniati: “E la tua terra è ancora qui a cullarti, a sfamarti, a rivelarti la tua identità, ma tu resti sordo, irriverente e incosciente…”. Fulcro dello spettacolo è la ricerca sempre spasmodica di un’identità perduta non ancora trovata.

6 settembre, Le lacrime di Pericle: “Il coraggio e l’umanità degli eroi”. “Pericle senza vergogna piange fino a soffrire la fame, piange per saziarsi del pianto. – spiega Sarah Falanga – Perché in quelle lacrime, che sono il viaggio umano, risiede il germe di una passione indomabile. Soltanto gli uomini che hanno la forza di non nascondere le proprie debolezze possono vincere il nemico più odioso: la paura della propria mortalità”.

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