Teatro, musica e versi per Angela Luce

Maresa Galli

Un pomeriggio ricco di emozioni quello al Caffè Gambrinus di Napoli con Angela Luce e Valerio Caprara. 55 anni d’arte tra canzone, teatro, cinema, poesia per la Luce che si racconta al folto pubblico entusiasta. Con la consueta semplicità ed eleganza la straordinaria interprete di “Ipocrisia” ed esperta vivianea legge alcuni suoi versi tratti da “Momenti di… Luce”, libro che si avvale della presentazione di Pupi Avati, edizioni Guida. E l’editore Mario Guida testimonia il piacere di aver pubblicato le poesie di una grande artista. Il critico cinematografico Caprara traccia un profilo appassionante della Luce, capace di dare tutta se stessa in ogni arte che la vede protagonista. Di diritto va collocata tra i mostri sacri, con le sue ottanta e oltre pellicole cinematografiche alla quali ha dato la propria impronta. “Angela – spiega il docente – non è una cantante prestata al cinema ma un’attrice a tutto tondo. Nelle sfaccettature, nella trasgressione, nel sex appeal, nella malinconia, si legge la storia del migliore cinema italiano trasfigurato nella grande narrazione. Anche il vituperato, all’epoca, “Lacrime napulitane”, è uno spaccato di vita”.

Perfettamente calata nei personaggi, la Luce attrice interpreta titoli alti e cinema popolare, ed in questo intreccio è la grandezza del cinema capace di unire le due anime. Tra le sue pellicole di successo “La vita è un’altra volta”, un film ardito, e “Passione” di Turturro, dove la sua apparizione purtroppo è limitata. Vanno ricordati i prestigiosi riconoscimenti, dal David di Donatello alla nomination per la Palma d’Oro a Cannes per “L’amore molesto”, di Mario Martone, la nomination per il Nastro d’Argento per “La seconda notte di nozze”, di Pupi Avati,  la medaglia d’oro per i film “Malizia” e “Decameron”.

Citando Marco Rampetti, Caprara sottolinea come la Luce vada collocata tra le figure “better than life”, emblema mitico di femminilità. I suoi maestri sono stati Eduardo, Peppino De Filippo, Giuseppe Patroni Griffi, Nino Taranto, Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Renato Rascel. L’artista racconta al pubblico aneddoti della sua carriera, dall’incontro con Patroni Griffi che la fece cantare a cappella a Capri, poi protagonista di “Napoli notte e giorno”, a quello con Alain Delon che considerò ingiusto il suo piazzamento al Festival di Sanremo con “Ipocrisia”. E ancora ricorda le tournèe internazionali, la passione per Viviani.

Personaggio pirandelliano, “uno, nessuno e centomila”, Angela Savino, in arte Angela Luce, ha uno stile inconfondibile, unico, che coinvolge il pubblico, non più semplice spettatore. E questa energia infonde alla vibrante interpretazione/recitazione dei suoi cavalli di battaglia, da “Era de maggio”, “So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere”, a “O sole mio”, “I’ te vurria vasà”, “Desiderio”, “Ipocrisia”. L’accompagna al pianoforte il vulcanico maestro Gianni Aterrano. Da non perdere l’album “Luce per Totò”, Polosud Records, un delicato omaggio al principe della risata e della malinconia, che racchiude le sue più belle canzoni, da “Malafemmena” a “Carmè Carmè”, da “Abbacciato cu tte” a “Core analfabeta”.

 

 

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