Teatro Tasso, stagione 2014/2015

Anita B.Monti

Giampiero Notarangelo in  "Gesualdo"
Giampiero Notarangelo in “Gesualdo”

Si apre sabato 6 dicembre la prossima stagione del teatro Tasso di Napoli. Sei spettacoli, uno al mese. “Ma siamo impegnati anche in attività collaterali, – spiega il direttore Giampiero Notarangelo – come il nostro laboratorio, frequentato da persone di ogni età dai bambini agli adulti, perché il nostro interesse è avvicinare la gente al teatro”.

Qualche giorno prima dell’inaugurazione, infatti, andrà in scena il saggio degli allievi e poi si darà il via alla programmazione ufficiale con “A ruota libera… il varietà”, proposto da un gruppo di giovani attori (Guglielmo Capasso, Giorgio Gori, Marco Venezia), che riportano sulla scena i grandi comici del passato: da Bramieri a Chiari, da Salce a Ric e Gian con le musiche di quegli anni. “L’avanspettacolo ci sembra un po’ dimenticato e noi lo ricordiamo con il nostro umile omaggio”. Il 24 e 25 gennaio 2015, la compagnia “Abbiamo appena cominciato”, diretta da Raffaele Bovenzi, mette in scena “I fantasmi del ‘43” liberamente tratto dal romanzo “Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca. Una compagine singolare, che unisce diverse generazioni, nella quale i sessantenni sono effettivamente alla prima esperienza insieme sulla scena, accanto a loro, attori più giovani e un nugolo di bambini. A febbraio, la prima regia di Giampiero Notarangelo che è anche interprete di “La tempesta” di Shakespeare. “Lavoro da sempre sui classici, modernizzando il linguaggio, usando una chiave di lettura che mi consenta di trattare soprattutto gli aspetti che m’interessano, come il rapporto con la poesia, la saggezza, il teatro nel teatro”. Ma le sue scelte sono legate anche dal metodo Stanislavskij da lui seguito, pertanto, il secondo autore scelto quest’anno è Cechov. Chiuderà, infatti, la stagione il 30 e 31 maggio 2015 “Il gabbiano”. A febbraio, Ciro Fiengo propone “Il berretto a sonagli” di Pirandello, mentre ad aprile il direttore del teatro presenta un’opera singolare: “Gesualdo da Venosa”, dramma in due atti scritto da Anna Ortolani. Al centro dell’azione, non solo la vicenda del delitto, che coinvolse Maria D’Avalos e l’amante, ma soprattutto “la sua figura di uomo e di musicista”, dice la scrittrice, che ha compiuto un lungo lavoro di ricerca. “Gesualdo fu musicalmente importante, autore di madrigali molto noto all’estero. Nello spettacolo, comunque, non mancherà il processo ai personaggi”.

Uno spazio aperto, dunque, purché il fare teatro risponda all’idea che Giampiero Notarangelo ne ha: “far ragionare, impegnarsi, far divertire, educare e formare con qualità”. E a prezzi scontatissimi: l’abbonamento ai sei spettacoli costa cinquanta euro.

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