Teresa Saponangelo

Renato Aiello

Ancora una volta è alle prese con un personaggio materno dopo quello della pellicola di Sorrentino “E’ stata la mano di Dio”. Teresa Saponangelo, in teatro invece, è nei panni della mamma di due fratelli nel dramma “Plastilina”.

Teresa, nel testo sembra quasi che l’Italia stesse tornando di colpo al 1930 piuttosto che dirigersi verso il terzo millennio. Che cosa ne pensa?

“Sì, anche se stavolta la tragedia riguarda una morte esterna, un assassinio forse compiuto per gioco o noia, inspiegabile e di difficilissima elaborazione. La madre decide di restare accanto al figlio, nonostante tutto, e a differenza del marito, forse perché l’aver dato alla luce quel figlio desiderato per così tanto tempo, ha creato un legame indissolubile, carnale e perciò indistruttibile”.

La pandemia ha messo a dura prova soprattutto i più giovani, costretti e relegati allo strumento dello smartphone che è diventato allo stesso tempo scuola in tempo di DAD e arma di distrazione, nonché distruzione virtuale di masse e coscienze, a causa dei contenuti discutibili diffusi. Che ne pensa?

“Con la Scuola pubblica e le Istituzioni bisogna recuperare urgentemente una sana socialità attraverso le attività all’esterno: che esse siano artistiche, sportive, su campi da gioco o persino in spiaggia, poco importa. I nostri ragazzi devono tornare a stare insieme, vincere paure, chiusure, solitudini che alla lunga possono rivelarsi dannose, nocive e devastanti”.

Progetti futuri al cinema, a teatro e in tv?

“Ad aprile sarò al Mercadante col “Tartufo” di Moliere, per la regia di Jean Bellorini, ma attualmente sto lavorando al “Generale Dalla Chiesa” con Sergio Castellitto, in cui impersono la prima moglie, Dora Fabbo. Uscirà a breve “Vincenzo Malinconico avvocato” con Massimiliano Gallo, scritto da De Silva. E ovviamente facciamo tutti il tifo per il film di Sorrentino agli Oscar!”

 

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