Tra Amleto e l’orrore stalinista

Anthea Principe

Scrive Sergio Sivori: “Con un procedere serrato, in cui il movimento del linguaggio sembra seguire quello di un pendolo che scandisce il tempo, che è l’unico compagno-antagonista del “condannato”, le parole sono “purgate” in favore di una lingua incisiva con intrusioni dialettali e neologismi, tutti volti a scalfire una certa “osticità” dell’originale.

La regia è fondata sulla contaminazione di linguaggi (suono, azioni fisiche, canto…), di strumenti ed effetti (ombre, luci, rumori) che costruiscono in crescendo quella tensione che culmina con la gelida interruzione di ogni emozione…

Uno spettacolo dolorosamente coinvolgente, che non permette mai al pubblico di sentirsi al sicuro, soffiandogli continuamente sul collo… nessuno può ritenersi estraneo alla bestialità del popolo smaniante. A meno di capire, e per capire bisogna sentire fortemente. Questo è il tentativo di “Hamletmachine”…

E’ questo il senso dello spettacolo che il regista mette in scena, al Teatro Piccolo Bellini di Napoli fino al 21 novembre 2021, pensando a quanto Müller sostiene sua situazione dell’Amleto di Shakespeare e la vicenda del figlio dello stalinista Lazlo Rajik.. I temi sono la crudeltà umana, il potere, l’ipocrisia, l’ingiustizia, il tempo, il linguaggio, le passioni umane Hamletmachine di Heiner Müller, traduzione Saverio Vertone, con Rino Di Martino. scene Lucia Imperato, costumi Chiara  Aversano, luci Salvatore Palladino, video Marco Schiavoni.

 

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