Tra reale e immaginifico

Redazione

Passage in mostra
Passage in mostra

Per la stagione artistica in corso, Fondazione Mannajuolo e Al Blu di Prussia presentano al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, “Passage” personale di Geppy Pisanelli a cura di Paola de Ciuceis. L’inaugurazione venerdì 22 gennaio, alle ore 17.30.

In esposizione, nelle sale al II piano del Pan Palazzo delle Arti Napoli, oltre 40 opere dipinte – oli su lino e pastelli su carte – di Geppy Pisanelli, napoletano di Aversa, dal 2007 attivo tra Napoli e New York dove vive e lavora conciliando la sua doppia natura di ricercatore scientifico – virologo, studia i meccanismi di immuno-evasione dei virus ad RNA – e artista figurativo dedito a lavori pittorici per lo più di formato maxi nei quali, sempre in biblico tra segno e significato, indaga gli abissi dell’animo umano attraverso la natura.

Fulcro della rassegna, da cui anche il titolo dell’esposizione, il ciclo “Passage”: un corpus di 4 tele di grande formato, una complessa idea progettuale sul tema dell’isolamento nata già due anni fa in concomitanza con l’opera “The Lifesaver”, proseguita con la mostra alla Casa Italiana Zerrilli-Marimò della New York University (giugno 2015) e ripresa con più vigore estate scorsa per questa personale nella quale presenta anche opere dal 2007 ad oggi.

A metà tra il reale e l’immaginifico propone racconti minimi dai risvolti concettuali nei quali preferendo gli oggetti ai soggetti, in un divertissement di luci e ombre, coinvolge l’osservatore suggerisce storie con uno stile che egli stesso, ricorrendo ad un ossimoro, definisce “minimalismo narrativo”.

 

Paola De Ciuceis. Dalla prefazione.

Per lo più di formato maxi, a metà tra il reale e l’immaginifico e sempre in bilico tra segno e significato, i dipinti di Geppy Pisanelli, artista italiano attivo tra New York e Napoli dal 2007, sono racconti minimi che contemplano gli abissi dell’animo umano attraverso la natura. Composizioni figurative dai risvolti concettuali nelle quali preferendo gli oggetti ai soggetti – fatta rara eccezione la figura dell’uomo è sempre assente – l’artista coinvolge l’osservatore in un divertissement di luci e ombre; suggerisce storie nelle quali, a partire da un dato reale e oggettivo di pochi elementi sostanziali, via metafora, pian piano si costruisce un dialogo che conduce l’interlocutore in una dimensione altra. Narrazioni essenziali ed esistenziali, dense di simboli e messaggi cifrati, e tutti da cogliere, nelle quali, lo spettatore, è invitato al dialogo e alla riflessione con il privilegio di avere sempre l’ultima parola. Ed è così anche per Passage: il corpus di 4 tele nucleo fondante della mostra.

Sui toni del blu, dall’acquamarina al notte, e senza trascurare la gamma dai rosa al viola, le quattro tele si prestano a duplice lettura: in sequenza come altrettanti capitoli di una stessa vicenda oppure singolarmente, indipendentemente l’una dall’altra. Senza soluzione di continuità, cielo e mare si congiungono, si riflettono l’uno nell’altro sino ad annullarsi e a perdersi nell’immensità.

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