
Storia di dolori, di ambienti familiari oppressivi, di sangue, illegalità e violenza è Malacrescita tratto dalla tragedia La Madre: ’i figlie so’ piezze ’i sfaccimma di Mimmo Borrelli, con Mimmo Borrelli e Antonio Della Ragione, in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli dal 7 marzo .
La vicenda è quella di Maria Sibilla Ascione: “ignara e innocente bambina, nel nome già destinata a una condizione di metà Vergine innocente, metà Maga, strega furente; poiché segnata nelle mani, dove in particolare nel palmo di quella sinistra, la mano del cuore, le linee di forza della vita, della morte e della prosperità, si uniscono a formare una M che la legittima (secondo le credenze pagano-contadine) ad avere un rapporto taumaturgico spirituale con i Morti e dunque praticare riti di guarigione da malocchio, fatture, eccetera”.
C’è una Medea col suo Giasone/Anticristo, figli non voluti ma avuti, “tra pareti esterne delle cave oscure dell’utero femminile, fin dall’infanzia. Nel testo originale, – spiega l’autore – è la madre sopravvissuta la quale è condannata a raccontare ormai esule, barbona e sola le sue insane gesta ai propri gatti, gli unici figli che le sono rimasti: qui invece capovolgiamo il punto di vista, immaginando che tutti i protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici sopravvissuti agonisti giullari, diseredati, miserabili, siano i due figli, i due scemi che dementi rivivono i fatti tra versi, ricordi, rievocando le pulsioni, gli umori, i suoni, le urla, i mormorii della loro aguzzina, vestendo ed espiando attraverso i suoi lerci ed ammuffiti abiti gli intenti e i moniti di colei che li ha lasciati al mondo, ma abbandonati, come dei rifiuti, messi da parte, in disparte, come le discariche ricolme di vegetazione innaffiata dal percolato, rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine, dove l’unico gioco rimane e consiste nel rimbalzarsi, tra gli spasmi della loro degenerata fantasia, tra le folli trame insanguinate di questa tragedia, sul precipizio di un improvvisato altare tombale di bottiglie eretto in nome della loro mamma, ’u cunto stesso, la placenta, l’origine della loro mala crescita”.
Per Salotto d’Autore, incontri intorno alla drammaturgia ed oltre a cura di Gianmarco Cesario, giovedì pomeriggio al Piccolo Bellini alle 18,30, il giornalista Stefano De Stefano interverrà su “Napoli tra tradizione e contemporaneità 2. il teatro epico di Mimmo Borrelli”, autore e interprete di Malacrescita.





