Tragedia urbana con coro greco

Angela Matassa

 

Una scena
Una scena

Vuole essere un canto alla forza e alla bellezza di un popolo che nessuna ferita riesce a piegare”. In poche parole Sandro Dionisio spiega il senso del suo nuovo spettacolo, Semenzella, in scena da venerdì a domenica al Nuovo Teatro Sanità di Napoli La pièce, interpretata da Tina Femiano e Carmen Femiano con Monica Cipriano e Francesca Fedeli, è dedicata alle mamme Vulcaniche, comitato di donne che nel 2010 si oppose alle forze dell’ordine per difendere il proprio territorio e il futuro dei figli, quando il governo decise di aprire a Terzigno la cava più grande d’Europa. “Mi ha colpito la qualità del loro pensiero. – spiega l’autore-regista – Quel gesto di resistenza diventa epico, mi ha ispirato a scrivere sul doppio binario dei fatti reali e della tragedia greca”. Non a caso, infatti, seguendo le sue corde drammaturgiche, Dionisio, regista di teatro e cinema, immagina un coro che accompagni le azioni della protagonista. “Gaemaria Palumbo ha arrangiato musiche conosciute, perchè credo che la canzone popolare ben renda lo spirito dello spettacolo”. “La notte”, “Il mondo”, “Miez ‘o grano”, un brano marocchino, un testo di Battiato segneranno i momenti della rivolta. “Non è necessaria una rivoluzione, – spiega Sandro Dionisio – basta creare un tessuto collettivo, capire ed elaborare concetti e situazioni per ridare dignità a un gruppo di persone, ma anche a un popolo e a una terra violentati”. Furono notti di barricate, da cui in quelle mamme combattive è nata una consapevolezza nuova, “sono divenute donne migliori, dicono loro. Ecco: bastano piccole cose per cambiare la vita”.

Semenzella è una delle mamme contestatrici in quel lontano 2010 (quasi un annuncio della battaglia per la Terra dei fuochi di oggi) che forse “incoscientemente” o “senza neanche rendersene conto”, per disperazione salì su un albero e incendiò la bandiera italiana. “Tutto vero, ma grazie al teatro, che dà un scatto lirico assoluto, la ferita darà nuovi frutti e la stessa protagonista rinascerà a nuova vita”, da qui la scelta del nome della protagonista. Semenzella, infatti, si trasformerà in sirena, chiaro riferimento a Partenope, la città che non vuole morire, rivelando solo nel finale la propria natura mitologica.

Lo spettacolo si apre con un omaggio di Erri De Luca alla gente di Terzigno e continua con la drammaturgia di Dionisio, scritta in italiano “con una melodia napoletana per una creatura mediterranea”, conclude l’autore. Anche il coro, segue un doppio binario: si parte dal linguaggio quotidiano per toccare punte altissime con Euripide.

 

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