Transito atlantico

Maresa Galli

Un evento musicale imperdibile quello del duo formato da Maria Pia De Vito e Guinga, concerto che ha chiuso il ciclo “Bellini Music Hall”. Dopo il coinvolgente jazz di Javier Girotto e Francesco Nastro in “Sea Inside”, il raffinato pianismo di Enrico Pieranunzi in “1685”, la De Vito e Guinga regalano il magico incontro di due culture con Transito Atlantico. Napoli – Brasile andata e ritorno.

L’Auditorium del teatro Bellini di Napoli ha ospitato i due musicisti di chiara fama. La De Vito, nota ai patiti del jazz, pone la sua voce e la sua versatilità al servizio della melodia brasiliana. Guinga, straordinario musicista/compositore/poeta, trasforma i suoi versi in canto napoletano antico, che sa di classico e immortale. Una lingua comune per due culture che hanno avuto straordinari poeti ad esaltare sentimenti, a raccontare malinconie e distacchi, passioni e tormenti.

La De Vito, padrona assoluta della tecnica, ha collaborato con nomi di spicco del panorama internazionale, da Rita Marcotulli a John Taylor, da Ralph Towner a Steve Swallow e Gianluigi Trovesi. Sempre alla ricerca di nuove sonorità tende alla ricerca della perfezione. Colpisce con il suo lavoro di traduzione/interpretazione delle canzoni di Guinga. Se il pubblico italiano è ormai abituato all’eccellenza della vocalist, una rivelazione è stato Guinga. Per gli amici Chico Buarque de Hollanda ed Hermeto Pascoal è un genio, un visionario, autore della “musica del secolo”; le sue composizioni sono state eseguite da artisti del calibro di Elis Regina, Michel Legrand, Sergio Mendes, Leila Pinheiro, Clara Nunes e dallo stesso Chico Buarque. Guinga è il più grande autore contemporaneo di Musica Popular Brasileira, capace di fondere tradizione e innovazione. Sergio Mendes lo ha definito “Villa Lobos che incontra Cole Porter”: non a caso, perché le sue composizioni mescolano musica popolare brasiliana, musica classica (Ravel e Villa Lobos), jazz e opera. Da bambino ascoltava l’opera e le canzoni napoletane. Il melting pot tra linguaggi e mondi apparentemente lontani e diversi è il leit motiv dell’incontro artistico con la De Vito, autrice di progetti quali “Nauplia”, “Phoné”, “Verso”, “Dialektos”, fusione di lingua napoletana e scritture jazz di diversi autori. Così la cantante/autrice e il chitarrista/poeta danno vita all’arte della “Convivencia” in musica.

Al pubblico del Bellini hanno raccontato, in napoletano-brasiliano, “Gli scongiuri”, mediante arditi scat e soluzioni armoniche vibranti e originalissime; la “Via Crucis”, cantata con doppia voce dalla De Vito in napoletano e da Guinga con vocalizzi. In queste composizioni, spiega la vocalist, sento Puccini e le canzoni napoletane, la musica classica e la saudade di una terra di poeti maestri di bossanova, come Tom Jobim e Joao Gilberto. E Guinga rende omaggio all’amico e collega Chico Buarque e all’amata melodia partenopea, con un finale a sorpresa, l’interpretazione di “Dicitencello vuje”.

 

 

 

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web