Un affresco senza tempo ricco d’ironia e suspense

Redazione

Una scena
Una scena

DALLO SCRITTORE LEADER DELLA GENERAZIONE DEI NUOVI ARRABBIATI, STAR DELLA SCENA INGLESE

Andrà in scena dal 15 al 20 marzo al Teatro Mercadante di Napoli, Candide di Mark Ravenhill, ispirato all’opera di Voltaire, nella traduzione di Pieraldo Girotto, con la regia di Fabrizio Arcuri. In scena Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Francesco Villano, e Matteo Angius, Federica Zacchia, Francesca Zerilli, Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Scoditti, con la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio.

Musiche composte, arrangiate e eseguite dal vivo dalla cantante e violinista H.e.r.; le scene sono di Andrea Simonetti; i costumi di Fabrizio Arcuri; video di Luca Brinchi e Daniele Spanò; live visual di Lorenzo Letizia. Una produzione Teatro di Roma in collaborazione con Centro Teatrale Santacristina.

Un meccanismo teatrale che è un congegno a spasso fra le epoche e i generi. Cinque le scene e due le storie che corrono parallele, una nel passato l’altra nel presente, per incontrarsi in un improbabile futuro; a legarle i percorsi musicali, i fili del pensiero e le parabole dei personaggi per un viaggio attraverso i generi – la farsa, la commedia, la tragedia, il musical – dove ogni capitolo è dedicato ad un diverso scioglimento del pensiero di Voltaire: l’Occidente, la sua ideologia e le sue strutture culturali e di potere; l’idea di democrazia, le sue storture e le sue trappole.

Il regista Fabrizio Arcuri:

«Candide di Mark Ravenhill è una stanza degli specchi: specchi che riproducono perfettamente o che deformano, e che nella loro fedeltà tradiscono l’immagine originale, ma anche nella loro distanza rivelano verità profonde e censurate. E non è semplice dire a che epoca appartiene l’uomo Candide di Ravenhill, anche perché nell’arco del testo del drammaturgo inglese, di epoche se ne attraversano molte, ognuna confusa nell’altra, ognuna in cui sembra rappresentarsene un’altra ancora. Appena si riconosce una geografia o un tempo della scena, già la lingua o l’immaginario evocato sembrano sfuggirgli e portarci altrove. Di certo c’è un’idea di civiltà che Ravenhill mette al centro del suo lavoro e articola il tema del pensiero di Voltaire: l’individualismo anarchico radicale come risposta all’accelerazionismo ottimistico leibniziano».

Il testo

Mark Ravenhill fu acclamato come il “nuovo arrabbiato”, fin dagli esordi con Shopping and fucking, quando cominciò a imporre una nuova idea di drammaturgia, Mark Ravenhill mette mano al Candide nel 2013, ispirandosi all’opera che Voltaire aveva composto nel 1759 come risposta indignata a coloro che si erano convinti che il terremoto, che aveva raso al suolo Lisbona quattro anni prima, fosse parte di un piano divino per il bene dell’umanità. Mentre oggi il “terremoto” è rappresentato da una crisi ideologica, culturale e politica, di identità, di rappresentanza e di rappresentazione.

 

 

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