Un inno al fallimento e all’autenticità dell’individuo

Maresa Galli

Al Teatro Mercadante di Napoli è andato in scena The interrogation, del celebre regista svizzero Milo Rau, che firma il testo con il giovane scrittore francese Édouard Louis, drammaturgia di Carmen Hornbostel. Talentuoso interprete, l’attore belga Arne De Tremerie, che recita in fiammingo, con sottotitoli in italiano.

Un intenso, toccante monologo, che inizia con l’attore che ascolta l’audio di Louis che legge una email inviata a Rau, in cui chiarisce perché non ha voluto più recitare a teatro. La vita di un attore non è quella che credeva, decidendo così di rinunciare a recitare e di cedere il suo posto ad Arne De Tremerie.

L’attore pone anche alcune domande al pubblico, mentre parla della sua adolescenza nel villaggio francese di Hallencourt. Di famiglia povera, omosessuale che non può dichiararsi, subisce in silenzio ripetuti maltrattamenti, sognando un giorno di diventare, in qualche modo, importante e di vendicarsi delle sue umiliazioni. Prima desidera diventare attore ma anche fingere di essere “etero” significa recitare. Poi comprende di voler diventare uno scrittore, dopo aver scoperto le opere di Anne Carson e di Didier Eribon, che ha modo di conoscere. Dopo gli inizi difficoltosi, diventa, in breve, un autore di successo internazionale.

Sul palco, sullo schermo gigante alle sue spalle, la sua immagine in prima piano si alterna con quella di Louis, suo alter ego, vestito con identica felpa. Da ragazzo Luis sogna di diventare come Rose di “Titanic”, di cantare come Celine Dion ed è travolto dalla struggente opera “Didone ed Enea” di Purcell.

Di fronte alla bellezza dell’arte, la violenza, il razzismo, l’omofobia e il degrado della vita di provincia, il fallimento, frammenti di vita che mostrano tutta la nostra vulnerabilità.

Lunghi applausi al giovane e bravo attore che regala autentiche emozioni.

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