Un quadro d’arte e di cronaca

Anita B.Monti

Anche la seconda sala dello Stabile partenopeo apre i battenti. Giovedì 27 ottobre 2022 (con repliche fino al 6 novembre) al Teatro San Ferdinando, andrà in scena in prima nazionale lo spettacolo La zattera di Géricault, testo di Carlo Longo pubblicato nel 2019, diretto da Piero Maccarinelli.

La rappresentazione prende spunto dalla tela La zattera della Medusa che Théodore Géricault, artista nato a Rouen nel 1791 morto a Parigi a soli 32 anni, dipinse  a seguito di un evento drammatico: durante un naufragio della nave Meduse, centoquarantasette persone furono abbandonate in mare su una zattera e solo quindici di loro rividero la terra dopo numerosi episodi di cannibalismo, disperazione, pazzia e annegamenti.

Nello Mascia e Anna Ammirati in scena (foto di Ivan Nocera)

A Parigi, dove l’enorme quadro (misurava 491×716 cm) fu esposto, provocò un grande scandalo politico per l’aperta accusa di inefficienza verso la monarchia appena restaurata. Il dipinto raffigura, infatti, i naufraghi abbandonati su di una zattera al largo delle coste del Senegal, dal vigliacco e incompetente comandante della nave, messo a capo della “Meduse” unicamente per la sua passata fedeltà alla monarchia. Ma Il re Luigi XVII intuì che il naufragio dipinto non sarebbe stato solo quello di Géricault.

L’opera, non rappresenta, però, solo questo aspetto, che certo la rende attualissima per i nostri tempi, “ma in questo percorso, – spiega il regista – fortissima è la centralità del percorso dell’artista fra amici e nemici complici e no. Un viaggio a rebours nella complessità della creazione artistica che si fa specchio deformante della società”.

In scena, in ordine di apparizione, Lorenzo Gleijeses, Francesco Roccasecca, Claudio Di Palma, Nello Mascia, Anna Ammirati Nelle scene e le luci di Gianni Carluccio e i costumi di Zaira de Vincentiis.

 

 

 

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