Un racconto a più voci

Angela Matassa

Con una lunga sirena e un messaggio si apre il sipario. E’ il pensiero di solidarietà che il mondo artistico lancia per l’Ucraina, “teatro” di guerra. Quindi inizia lo spettacolo al Teatro Mercadante di Napoli, dove va in scena fino al 13 marzo 2022, La metamorfosi di Franz Kafka.

Intrigante l’idea del regista Giorgio Barberio Corsetti per mettere in scena il breve romanzo. Il suo è un racconto a più voci, è come se ciascun attore leggesse le pagine del libro ma interpretandole, offrendo allo spettatore la storia in terza persona pur recitandola. Sulla bella scena rotante di Massimo Troncanetti, che offre allo sguardo il mondo e l’immondo, si muovono i protagonisti del profetico racconto nato dalla geniale mente dell’autore, per alcuni studiosi annunciatore dello sterminio nazista.

Un giorno il commesso viaggiatore Gregor Samsa (bravissimo Michelangelo Dalisi nel gesto e nella voce) si sveglia trasformato in scarafaggio, una situazione inspiegabile e spaventosa. Le zampine si agitano davanti agli occhi sbigottiti del giovane e l’enorme corpo da insetto gli impedisce di scendere dal letto: il bozzolo. Ma nulla è meno rassicurante per Gregorio che si rifiuta di aprire la porta e mostrarsi alla famiglia. Nel corso della narrazione si srotolano i temi. Eterni, immortali, inaccettabili ma ripetibili. Gregorio non appartiene più al mondo umano, è un reietto, rifiutato, disprezzato, infine odiato.

Una scena dello spettacolo (foto di Claudia Pajewski)

Come il libro spiazza il lettore di qualsiasi età, lo spettacolo, così ben diretto e ben interpretato, colpisce e coinvolge lo spettatore nella condizione di rifiuto, nella paura, nella discriminazione, nell’alienazione sociale che vive Gregorio. Sull’alto muro grigio della sua stanza, egli si arrampica, cerca, gira, prigioniero e privo di ogni affetto. Sempre più abbandonato, evitato, debilitato, lo scarafaggio finalmente “è crepato”, come annuncerà la domestica il giorno della morte.

Lo spettacolo si apre con il funerale del protagonista. In fila ed eseguendo un lento canto, sfilano con la mascherina i parenti per l’ultimo saluto al puzzolente e ripugnante animale. Una scelta registica che riesce a trasformare in vero teatro un testo di narrativa.

Accanto a Dalisi i bravi Roberto Rustioni (Il padre), Gea Martire (La madre), Anna Chiara Colombo (La sorella Rita), Giovanni Prosperi (Il Procuratore, Pensionante II, Contabile Universale II), Francesca Astrei (La Donna di ServizioPensionante III), Dario Caccuri. I costumi sono di Francesco Esposito, le luci di Marco Giusti, musiche e vocal coaching Massimo Sigillò Massara. Un insieme che rende la messinscena uno spettacolo da non perdere.

 

 

 

 

 

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