Un universo di ricordi riportati alla vita

Angela Matassa

Scolpiscono il tempo, risvegliano la memoria Charlotte Rampling e Sonia Wieder-Atherton, attraverso i versi di Shakespeare e le suite di Bach. Un universo di ricordi riportati alla vita dalle corde della violoncellista franco-americana, che ha curato anche la regia dello spettacolo, e la voce della grande interprete britannica. Shakespeare/Bach ha debuttato in prima assoluta al Teatro Mercadante di Napoli, il 9 luglio, nell’ambito del Campania Teatro Festivale 2022, in un recital musicato dal pieno sapore inglese.

Su una scena tutta scura, con brevi fash di luce (di Jean Kalman), le due interpreti alternandosi, si muovono, anch’esse in abiti neri. Sullo sfondo vengono proiettate, nel video di Quentin Balpe, immagini di uomini e di donne d’altri tempi fino ad oggi. Artisti, persone forse scomparse negli anni, che riportano alla luce i temi scelti per il reading shakesperiano: l’amore, la vita, il tempo, la caducità, la natura, la morte, il dolore, fino all’essenza del percorso vitale di ogni uomo. Accompagnata dalle suite da 1 a 6 di Bach, un tocco di Monteverdi, l’attrice legge 13 dei 154 sonetti shakesperiani scelti per la pièce.

Uno spettacolo composto, un’aria cupa per raccontare la poetica del Bardo, che ha attraversato ogni senso dell’esistenza umana, accompagnato dalle note basse del grande compositore, disegnano un mosaico dell’umanità. Quasi una veglia funebre per i tanti i volti proiettati sul fondo della scena, cui la Rampling si rivolge recitando in tono severo o dolce. Nell’inglese di autore e interprete c’è la voce italiana di Giovanna Marini.

Charlotte Rampling e Sonia Wieder
(foto di Quentin Balpe)

Una serata che fa riflettere, una grande occasione quella di poter assistere alla performance di un’attrice come la Rampling, dal fascino intramontabile, interprete di ruoli indimenticabili in tanti film di successo (La caduta degli dei, di Luchino Visconti, Il portiere di notte della Cavani, Le ali dell’amoreIl giardino dei ciliegiIl verdetto, fino al più recente Hannah).

Peccato che i sovratitoli fossero proiettati alle sue spalle, quindi poco leggibili, ma la bravura delle interpreti e la bellezza di testi e musica hanno lasciato passare in secondo piano questo particolare.

Un’ora d’intenso reading, per un pubblico che ha mantenuto un silenzio assoluto, prima dell’ovazione finale, cu cui si stagliava l’immagine del regista Peter Brook, da poco scomparso. Un omaggio ad un altro grande artista britannico da non dimenticare.

 

 

 

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Nuovo progetto

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web