Una voce per un mito

Redazione

Daniela Fiorentino
Daniela Fiorentino

E’ uno dei suoi miti artistici, l’ha studiata, amata, scrutata: Edith Piaf. Daniela Fiorentino, attrice e cantante poliedrica, la fa rivivere in scena, in occasione del centenario della nascita, al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, il 26 e 27 marzo con Je chante Piaf, della stessa Fiorentino e di Luisa Guarro (che lo dirige). Un “monologo musicale” , che, sulle note dei suoi più grandi successi, ripercorre le principali tappe di un’esistenza straordinaria ed estrema. Per questo ruolo l’artista partenopea è stata insignita del Premio Lauretta Masiero come rivelazione femminile.

Dice Luisa Guarro, spiegando la regia: “Presentiamo in questa messa in scena il percorso umano e artistico di Edith Piaf, la cui voce fu dono di gratitudine per il padre, il pubblico, gli uomini che ne costruirono il successo; per tutti coloro i quali ebbero il merito di confermarla nella sua esistenza per il suo talento. Una voce che fu anche e soprattutto, grido di dolore, vibrazione di un amore disperato, lamento di amore inappagato, quello per la madre che l’aveva abbandonata, quello per tutti coloro che avrebbe inseguito e per tutta la vita: irraggiungibili amanti, amati perché irraggiungibili, incapaci o impediti nel corrisponderne il viscerale sentimento. Un percorso presentato attraverso le sue canzoni, spunti biografici, citazioni, lettere di suo pugno e la magnifica voce di Daniela Fiorentino. La messa in scena si nutre, perciò, e si regge sul rapporto vivo tra queste due donne”.

Le luci non sono di i Stefania Barone, la collaborazione tecnica di Mario Autore e Francesco Esposito.

 

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