Un’opera visionaria e commovente

Maresa Galli

Chi non ricorda il celebre, pluripremiato film diretto, nel1975 da Milos Forman con Jack Nicholson protagonista, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”? “One Flew Over the Cuckoo’s Nest”, titolo originale, è un romanzo di Ken Kesey, del 1962, dal quale Dale Wasserman nel ’71 trae uno spettacolo teatrale, andato in scena a Broadway con Kirk Douglas protagonista.

Dal 2016 la drammaturgia di Wasserman, nella traduzione di Giovanni Lombardo Radice e con l’adattamento di Maurizio De Giovanni, torna in scena al Teatro Bellini di Napoli (con repliche fino al 27 novembre) con la regia di Alessandro Gassmann, produzione della Fondazione Teatro di Napoli  Teatro Bellini e del Teatro Biondo di Palermo.

Una scena (foto di Francesco Squeglia)

La storia è ambientata nell’Ospedale Psichiatrico di Aversa, nel 1982. Nell’istituto per malattie mentali sopraggiunge, interpretato da un bravissimo Daniele Russo, il sovreccitato, spavaldo Dario Danise (nell’originale Randle McMurphy), un delinquente di piccola taglia che finge la pazzia per evitare la galera. Dario è un ribelle, in fondo di buon cuore, che subito si rende conto delle vessazioni subite dai suoi malcapitati compagni, persone fragili, insicure, con problemi psichici, terrorizzate dal mondo fuori. Deciso a rendere le loro vite più giuste, si scontrerà con la terribile Suor Lucia (Viviana Lombardo), la capoinfermiera autoritaria e crudele per la quale contano solo le sue assurde e inumane regole. Impossibile far prevalere la ragione, l’empatia, la solidarietà, regole più umane che tengano conto dei bisogni semplici dei reclusi, come poter assistere alla finale dei Mondiali di calcio. E allora la partita i ricoverati se la inventano, così come tentano, sollecitati da Dario, di recuperare piccoli spazi vitali, di libertà, pagati con la barbara repressione, con trattamenti sanitari inumani.

Le belle scene sono intercalate da potenti immagini con le videografie care al regista, un bell’effetto emotivo amplificato dal sapiente gioco di luci di Marco Palmieri e dalle belle musiche di Pivio e Aldo De Scalzi. Tutti bravi gli attori: Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gaia Benassi, Sergio Del Prete, Antimo Casertano, Renato Bisogni. Brillante la regia di Alessandro Gassmann, che regala uno spettacolo emozionante, commovente, una metafora del Potere che condiziona, schiaccia gli uomini. Un anelito di libertà, per riaffermare il diritto di tutti, in primis dei più fragili e dei più deboli, a non rinunciare alla propria identità, per potersi esprimere e socializzare in un contesto più umano.

 

 

 

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