Vivere e morire di fake news e manipolazione

Maresa Galli

Fake news e manipolazione delle notizie in “Sesto Potere. Nascita di una democrazia violata dall’odio, dal denaro e dalla vendetta”  il nuovo testo scritto e diretto da Davide Sacco, in scena dal 25 al 28 gennaio 2024 al Teatro Nuovo di Napoli.

Conoscevamo il quarto potere, la stampa, il quinto potere, la televisione. Si è aggiunto il sesto potere, ancora più subdolo e manipolatore, dei social e dei new media. È ancora più attuale la distopia orwelliana, con tentazioni totalitarie e di controllo delle masse. Lo spettacolo si articola in tre capitoli. Odio, denaro, vendetta.

La scena si svolge in un capannone isolato, dove campeggiano maxischermi che riflettono personaggi politici, interviste impossibili, commenti politici. Tre ragazzi, interpretati da Cristiano Caccamo, Carlotta Antonelli e Matteo Cecchi, sono al soldo di un partito estremista che crea il consenso grazie a fake news, garantendosi il risultato quasi scontato delle elezioni politiche. Il potere non è un mezzo, è un fine.

Orwell individuava, nella sua Teoria della dittatura, una fase fondamentale, l’abolizione della verità. I tre giovani litigano, per soldi, per politica, per pseudo ideali, crudeli e aride creature del circo mediatico contemporaneo. Assistono in tv all’intervista al vicesegretario del partito al cui soldo sono asserviti da parte di un noto conduttore televisivo, Walter Malosi, interpretato da Francesco Montanari. Il bravo giornalista, con domande incalzanti puntualmente eluse dal politico che lo accusa anche di essere fazioso, lo pone in pessima luce. I tre ragazzi decidono di agire con la macchina del fango, diffamando il conduttore televisivo. Tutti hanno scheletri nell’armadio e il cronista non è da meno, con i suoi segreti. La loro campagna elettorale è subdola, vomitata sul web, e non ammette contraddittorio.

“Sesto potere”  (ph Emiliano Luciani)

“Quello su cui ho scelto di concentrarmi sono state le motivazioni che spingono una generazione a comportarsi in maniera crudele, cattiva, bastarda. Ci sono molti conflitti in scena”, spiega il regista che ha costruito un agghiacciante scenario mediatico apocalittico ormai privo di regole, di deontologia, a caccia di share, nel quale navighiamo come informazioni, come macchine, non più uomini di carne e sentimenti. Se una bugia detta a tante persone può trasformarsi in verità, non serve più porsi domande, cercare il vero, costruire la democrazia.

Belle le scene di Luigi Sacco, i costumi di Valeria Pacini, la musica di Davide Cavuti. Soprattutto bravi gli attori, in primis Montanari, straordinario giornalista che tenta una lotta impari, sconfitto da una realtà che è solo simulazione di iperrealtà di baudrillardiana memoria. Tanti applausi alla prima.

Categorie

Ultimi articoli

Social links

Notizie Teatrali © All rights reserved

Powered by Fancy Web